Aggressione omofobica a ponte Garibaldi (Roma). Ennesima responsabilità della politica.

ponte garibaldi

 

In pieno centro, a Roma, venerdì scorso, un attivista dell’associazione studentesca universitaria Luiss Arcobaleno e il suo ragazzo sono stati aggrediti a calci e pugni. A loro va tutta la nostra vicinanza. L’occasione per scatenare la violenza di turisti dell’Est Europa: un bacio.

Intanto per Angelino Alfano è importante ricordare che l’Italia non deve diventare “un grande locale Arcigay” (dove peraltro ad entrare sono solo persone maggiorenni, a differenza delle torbide cene del suo “ex” capo). Nei locali Arcigay, protetti da quattro mura e da una tessera, da decenni, centinaia di migliaia di persone sperimentano quella libertà agognata che è loro negata nelle strade del proprio Paese. Quel briciolo di libertà che ha permesso a tante e tanti di non sentirsi soli, che ha certamente salvato più di uno dalla depressione, che ha certamente contribuito in piccola parte a quella rivoluzione e liberazione sessuale ancora così acerba in Italia. Dopo aver svergognato l’Italia e gli italiani sostenendo un presidente del Consiglio delinquente, evasore fiscale, e implicato in torbide vicende di prostituzione minorile Angelino Alfano ci teneva a far capire bene quale fosse l’impianto ‘etico’ del suo neonato partito. Se così non sarà (ossia se dal PD arriveranno proposte di ‘matrimoni o adozioni per coppie omosessuali’), faremo cadere il governo, ha tuonato il ministro.

Già, ma dal PD nulla di questo è mai arrivato. E Matteo renzi ha tenuto a ribadirlo. Unioni civili, “modello tedesco”, niente matrimoni o adozioni, ha precisato il segretario. E ci mancherebbe. Intanto, il nulla. E persino i turisti stranieri si sentono autorizzati ad insozzare il nostro Paese coi loro sporchi immondi atti violenti. Tanto “i problemi sono ben altri”. Sì perchè, si dica quel che si vuole, ma la contrasto dell’omofobia e diritti minimi garantiti alle persone ed alle coppie omosessuali non sono concetti slegati: là dove lo Stato crea discriminazioni è dove i violenti, la feccia della società, colpisce i deboli.

Da sempre, dove lo Stato è assente si annida la discriminazione, l’emarginazione, l’incomprensione, l’odio e la violenza. Per questo anche questa ultima violenza è da ascrivere alle responsabilità di una politica immobile e bugiarda, che continua a guardare al dito e non alla Luna.

Valerio Mezzolani

 

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