Il “Bacha Bazi”: il ballo e il canto dei bambini violentati

fonte immagine http://pislamonauseacentral.blogspot.it/2013/01/anyone-for-some-bacha-bazi.html
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Il Bacha Bazi è una pratica tristemente e storicamente diffusa in Afghanistan. Bacha Bazi significa “giocare con i bambini” ed è di fatto quello che avviene in alcune regioni dell’ Afghanistan. Parliamo della  compravendita di bambini dagli 8 ai 14 anni provenienti da famiglie poverissime, oppure di bimbi orfani intercettati per le strade, da ricchi signori o meglio, come testimoniato dal giornalista afgano Najibullah Quraishi,  spesso uomini potenti militari, ex colonnelli, ex comandanti, i cosiddetti “signori della guerra” che si interessano a questi bimbi e che li sfoggiano, una volta comprati, come un vero e proprio status symbol. Una volta comprati, vengono insegnati loro la danza e il canto e, una volta completato l'”addestramento”, si ritrovano alla mercè di una platea di uomini che varia di numero a seconda di dove i bambini si esibiscono. Per tale esibizione sono truccati, hanno lo smalto alle unghie, sono vestiti con abiti femminili e mettono dei campanellini alle caviglie: danzano e cantano canzoni che trattano amori non corrisposti. Il bambino appartiene in tutto e per tutto al proprietario che lo utilizza non solo per farlo esibire ma anche e soprattutto sessualmente; diventa uno schiavo sessuale e il padrone può decidere se e con chi può intrattenersi sessualmente tra gli uomini che lo acclamano e lo bramano dopo ogni esibizione.

Un detto afgano recita “le donne sono per fare i bambini, i bambini sono per il piacere”. Intervistato per un documentario prodotto da “Frontline” e subito dopo cancellato per “violazione dei diritti della privacy” un uomo afgano di 29 anni domanda “Come puoi innamorarti di una donna se non puoi vederla in viso, coperta dalla testa fino alle caviglie? Invece i bambini puoi vederli e puoi scegliere quelli bellissimi”.

fonte immagine https://mariaeugeniaeyras.wordpress.com/tag/bacha-bazi/
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Ecco allora che sarebbe utile considerare dove si arriva quando la repressione sessuale e i precetti religiosi sono così rigidi. A causa di questa impostazione estremamente conservatrice, gli afghani non hanno alcuna possibilità di poter avere rapporti sessuali se non dopo il matrimonio, qualora lo facessero prima e qualora fossero scoperti sarebbero puniti severamente (sia l’uomo che la donna). Una causa della persistenza di questa pratica Bacha Bazi è probabilmente anche da individuare in questa repressione sessuale: se la donna è inviolabile, inguardabile e intoccabile l’energia sessuale, repressa, di molti uomini è indirizzata verso i piccolissimi.

E ancora, Ena Yatullah 42 enne afgano della provincia di Baghlan ha detto “chiunque voglia dare sfoggio di sé e vuole mettersi in mostra dovrebbe avere un bambino che gli appartenga”.
Come è possibile che in Afghanistan predomini questa forma di pedofilia? Eppure a stretta norma di legge la pedofilia è illegale, in quanto contraria sia alla Sharia che al codice civile afghano, ma c’è un altissimo tasso di corruzione tra i funzionari del governo oltre che tra i poliziotti stessi che si macchiano loro stessi di questo reato.
Nel film-documentario di Najibullah Quraishi su tale “tradizione”, trasmesso nel Regno Unito e negli Stati Uniti successivamente e che ha vinto il premio 2011 “Media Awards” di Amnesty International , Quraishi parla con alcuni “ragazzi danzanti” che temono saranno picchiati o uccisi . “Se ci allontananiamo , noi saremo uccisi !” singhiozza un 13 enne dancing boy, “come è successo per Hafiz, il ragazzino che ha tentato la fuga. L’ufficiale che gli ha sparato alla testa, uccidendolo, in un primo momento è stato condannato a 16 anni di carcere ma dopo pochi mesi è stato liberato, ha corrotto tutti e si è comprato la libertà”

“Vado a ogni provincia per avere la felicità e il piacere con i ragazzi “, dice un uomo afghano conosciuto come ” Il tedesco “, che agisce come un magnaccia Bacha Bazi , fornendo i ragazzi agli uomini . “Alcuni ragazzi non sono buone per ballare , e saranno utilizzati per altri scopi …. intendo per sodomia e altre attività sessuali . ”

fonte immagine  http://kakar-sab.blogspot.it/2013/02/bacha-bazi-act-of-shame-in-afghan.html
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http://kakar-sab.blogspot.it/2013/02/bacha-bazi-act-of-shame-in-afghan.html

“E ‘ una pratica disgustosa …. E’ una forma di schiavitù , prendendo un bambino , tenendolo . Si tratta di una forma di schiavitù sessuale “, spiega Radhika Coomaraswamy, rappresentante speciale delle Nazioni Unite per i bambini ei conflitti armati . “L’unico modo per fermare Bacha Bazi è perseguire gli autori che commettono il crimine , e questo è quello che ci serve , perché le leggi ci sono nei libri contro questa pratica.”
Quraishi intervista poi funzionari di polizia locali che insistono sul fatto che gli uomini che partecipano a Bazi Bacha saranno arrestati e puniti, indipendentemente dalla loro ricchezza o connessioni potenti . Più tardi quel giorno però, le telecamere di Quraishi riprendono due ufficiali dallo stesso dipartimento di polizia frequentare e applaudire un “dancing boy”. Ecco allora che coloro stesso che dovrebbero salvaguardare, proteggere questi bambini e far rispettare le leggi sono loro stessi intrecciati e coinvolti in tutto questo. La stessa mamma di Hafiz, l’adolescente ucciso, rassegnata dice ” se solo fossero stati puniti queste persone , questo genere di cose non sarebbero accadute. Chiunque commette questi crimini non viene punito . Potere è potere”.

Rassegnazione e impotenza è ciò che sembra snodarsi tra la parte debole e vulnerabile dell’intera vicenda: tra i bambini (le vittime), che quando non sono uccisi, avranno  enormi danni fisici e psicologici, le famiglie che spesso non si rendono conto a chi stanno vendendo i propri figli e a quale scopo;  una simile impotenza l’ha avvertita Quraishi quando, intervistando questi “proprietari di bambini”, notava non solo la loro disinvoltura nello spiegare qualcosa di così inquietante come se fosse la cosa più naturale che ci potesse essere, ma la loro indifferenza assoluta nei confronti del futuro di questi bambini, il loro orogoglio nel mostrarli come oggetti preziosi, praticamente gioielli.  Insomma, “credevano chiaramente di non star facendo nulla di sbagliato”.

Mauro Bruzzese

Fonti:
http://www.pbs.org/wgbh/pages/frontline/dancingboys/ – “The Dancing Boys of Afghanistan”, PBS Frontline TV documentary, April 20, 2010.

Quraishi Najibullah, Uncovering the world of “bacha bazi” at New York Times April 20, 2010
Nicholas Graham, ‘Dancing Boys Of Afghanistan’: Bacha Bazi Documentary Exposes Horrific Sexual Abuse Of Young Afghan Boys (VIDEO), The Huffington Post, 22 aprile 2010

Per saperne di più:

http://www.youtube.com/watch?v=A7rOjj-2Mww

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