Noi pubblichiamo i “libretti” UNAR: segnalateci la censura omofoba

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A volte arriva il momento di rispondere con i fatti e con fermezza. I “libretti” UNAR sono ormai diventati famosi, finiti al centro di un polverone che a partire dalla presa di distanza dell’ex viceministro Cecilia Guerra è giunto negli ultimi giorni alle tristi dichiarazioni del sottosegretario all’Istruzione  Toccafondi e a quelle quasi minacciose di Bagnasco. 

Un materiale che, come chiarisce l’Istituto Beck, al quale UNAR ha commissionato l’opera, era destinato solo ai docenti, attraverso un account criptato, in barba al terrorismo dei cattolici fatto in questi giorni.

Fatto sta che anche questa timida diffusione degli opuscoli è stata di fatto interrotta. 

Gaynet si è già espressa nel merito del contenuto degli opuscoli. Il grossolano equivoco su cui si fonda la propaganda contraria è che essi vorrebbero imporre un modello sostituendolo ad un altro, quando, invece, si tratta semplicemente di affiancarne degli altri, facendo capire a ragazzi e ragazze che esiste un pluralismo di realtà umane come gli etero, i gay, le lesbiche, i bisex, i trans e le famiglie eterogenitoriali così come quelle omogenitoriali.

Quindi, se anche fosse stato distribuito in massa a tutti i docenti? da quale pulpito viene la predica della libertà di pensiero?  Abbiamo una Scuola Statale che dai tempi dei Patti Lateranensi inculca pregiudizi omofobi di ogni tipo attraverso l’insegnamento della religione cattolica, tranne pochi e rari casi di insegnanti illuminati, e adesso dobbiamo sorbirci gli anatemi clericali per un documento fondato sulla laicità e sul pluralismo, che rispetta tutti e non vuole inculcare nulla a nessuno?

Ebbene, se la nostra posizione non fosse abbastanza chiara,  noi abbiamo deciso di ripubblicare apertamente i libretti UNAR che potete SCARICARE qui: 

Scuola primaria

Scuola secondaria di primo grado

Scuola secondaria di secondo grado

Si tratta, infatti, di materiale divulgativo pubblico promosso da un’istituzione della Repubblica. La vera censura, a dispetto di quanto vorrebbero far pensare certi integralisti, è proprio quella dei conservatori. Basti pensare non solo alla violenta reazione contro la pubblicazione dell’Istituto Beck, ma anche all’assemblea degli studenti di Modena con Vladimir Luxuria, che alla fine non si è svolta nonostante lo sciopero degli studenti, o al tentativo del consigliere comunale di Trento di strappare i bambini alle famiglie omogenitoriali.

Per rispondere a questa ondata di odio, vi invitiamo a segnalarci gli episodi di censura omofoba di cui siete testimoni o venite a conoscenza. Parlare e far sapere sono i primi passi per reagire.

La redazione

 

 

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