Ucraina: Putin esporta la sua propaganda anti-gay

Attivista del movimento Ukrainian Choice con un cartello che dichiara: "I valori europei sono gay, lesbiche e pedofilia"
Attivista del movimento Ukrainian Choice con un cartello che dichiara: “I valori europei sono gay, lesbiche e pedofilia”

La propaganda filo-russa continua in Crimea a colpi di omofobia. Alexander Skvortsov, attivista del movimento pro referendum Ukrainian Choice ha dichiarato: “siamo contrari all’integrazione euro-gay “ quasi che aprire le porte all’Europa esporrebbe l’intera nazione ad un omosessualità contagiosa. Gli slogan che invitano a sostenere il referendum e votare per l’annessione della Crimea alla Russia recitano: “Let’s Stop Homosexual Euro-Aggression!” e “Stop Homo-Culture Now!”. Gli argomenti di chi vuole l’annessione della Crimea alla Russsia alimentano l’omofobia del paese cavalcando la paura.

Ma sarebbe il caso di dare ai nostri lettori un assaggio di come funziona la macchina della propaganda filo-russa in Ucraina: un episodio minore ma esemplare. Secondo Izvestia, storico quotidiano russo, nei mesi scorsi la comunità LGBT Ucraina ha preso parte della marcia per l’integrazione Europea del paese, tenutasi a Kyiv. Come riporta il quotidiano sono state centinaia le persone con bandiere arcobaleno che hanno protestato nei pressi di Shevchenko Park. Un falso, come dichiarato dall’organizzazione gay e lesbica più antica e più famosa del Paese Nash Mir:

tumblr_inline_n1ura38qgf1sw1bzpSiamo con l’Ucraina, per l’Europa ma non ci presentiamo alle proteste con le bandiere. Gli unici simboli che devono essere rappresentati in questo momento sono le bandiera dell’Ucraina e dell’Europa”.

Si è scoperto così che il Gay Pride portato avanti il 24 Novembre 2013, da questi presunti attivisti lgbt non era che una recita. Una comparsata pianificata a tavolino per gettare discredito sul movimento pro Europa “EuroMaidan” e intimorire una nazione come l’Ucraina dove solo nel 1991 è stato abolito il reato di omosessualità. In realtà al Shevchenka park, quel gruppo di un centinaio persone ha recitato un copione ben scritto sventolando delle bandiere arcobaleno.

Tutti uomini, tutti anziani, moltissimi di loro ubriachi. Provocatori che conoscevano il loro target e per le strade di Kiev strillavano: “We are for the homo-Maidan!” (Siamo per l’omo-indipendenza”), dando il fianco ad una retorica conservativa. Gli attivisti sono subito intervenuti portando via le bandiere e cercando di distruggere cartelloni e striscioni, le comparse non hanno opposto resistenza e si sono dileguate. Com’è stato confermato successivamente la gente assunta per questo finto gay pride è stata pagata “100 hryvnas (circa 10 dollari) e una bottiglia di vodka”. Moltissimi non sapevano neanche il significato della bandiera arcobaleno.

Diffondere la paura e alimentare il rifiuto dei “diversi” avvicina il paese alla Russia. Putin esporta un modello di organizzazione sociale e, assieme, un apparato di propaganda e di gestione del consenso collaudato benissimo in Russia che rischia di mettere definitivamente spalle al muro l’occidente.

Simone Alliva, GayNet

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