Francia: ecco il rapporto sulla famiglia bocciato dal governo Ayrault su pressione della Manif pour tous

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Lo scorso 3 febbraio la Francia ha detto no alla procreazione assistita per le coppie lesbiche e alla maternità sostitutiva. Il governo aveva ceduto dinnanzi alla pressione della Manif pour tous ed il rapporto sociologico “Filiation, origines, parentalité” (filiazione, origini, genitorialità), voluto dall’ex ministra alla famiglia Dominique Bertinotti per il nuovo disegno di legge era sparito nel nulla. Lo scorso 9 aprile 2014 è stato pubblicato.

Nel 2011 Manuel Valls, attuale Presidente del Consiglio francese dopo la debacle dei socialisti di Hollande, aveva espresso nella rivista gay Tétu di essere favorevole alla procreazione assistita (la PMA) per le coppie lesbiche e non solo. Dal 1994 la PMA è autorizzata per le coppie eterosessuali sterili. La sua estensione alle coppie omosessuali e alle donne nubili era stata rifiutata dal Comité consultatif national d’éthique nel 2005 con la seguente dichiarazione : “l’estensione della PMA all’omogenitorilità o alle persone singole aprirebbe di fatto questo ricorso a chiunque ne esprimesse il desiderio e costituirebbe forse in tal caso un eccesso dell’interesse individuale sull’interesse collettivo. La medicina sarebbe semplicemente convocata per soddisfare un diritto individuale al figlio”, il CCNE è però favorevole alle adozioni da parte di coppie omosessuali.

Della Gestation Pour Autrui, anche detta GPA (la maternità surrogata, detta anche maternità sostitutiva o, impropriamente, utero in affitto), diceva : “Se quest’ultima è inquadrata, è accettabile. Vi è la possibilità di ricorrervi nei paesi confinanti. Considero che ciò debba riguardare tutte le tipologie di coppie, ma occorrono regole precise che regolino la maternità surrogata, poiché solleva numerosi interrogativi.” (Il presidente Hollande invece si è mostrato favorevole alla procreazione assistita ma contrario alla surrogazione di maternità. La GPA essendo un argomento più controverso é assolutamente illegale in Francia.)

Da allora molte cose sono cambiate. La Francia di Hollande ha accolto matrimoni tra persone dello stesso sesso e adozioni nel 2013. Sono però così lontani i tempi nei quali la deputata Christine Boutin piangeva in parlamento con la Bibbia in mano dopo la legge sul PACS nel 1999? Sulla PMA e la maternità surrogata la questione si fa più tesa. Colpa forse anche dei propositi maldestri del socialista Pierre Bergé, omosessuale e favorevole alla GPA: “Affittare la propria pancia per farci un figlio o noleggiare le proprie braccia in una fabbrica, qual’è la differenza?” Una gaffe che ha suscitato accese polemiche ed incomprensioni, causando le distanze anche di buona parte dei sostenitori a matrimoni gay, adozioni, pro GPA e pro PMA. (Intanto Christine Boutin dichiarava ancora che l’omosessualità era un abominio alla rivista Charles a febbraio 2014. L’inter-LGBT ha esposto denuncia per diffamazione e incitazione all’odio venerdì 11 aprile 2014. )

Valls, allora ministro degli interni, all’indomani della Manif pour tous del 2 Febbraio 2014, si è pronunciato contro la PMA e la GPA. “Il governo si opporrà agli emendamenti su GPA e PMA” . 100 000 manifestanti erano scesi in piazza a Parigi e a Lione. Una dichiarazione per calmare le acque, ma che provoca la collera di numerosi membri del partito socialista. David Assouline, capofila dei deputati socialisti ne sottolinea l’incoerenza; secondo lui, Valls avrebbe dovuto aspettare il verdetto del Comitato d’etica ad Aprile, per di più nessun testo di legge era ancora stato redatto, come parlare quindi di emendamenti? Matignon sostiene la decisone di Valls e corregge con “eventuali emendamenti”. Un successo per La Manif pour tous, un passo indietro per la riforma della famiglia.

“Ritiro strategico o teologico?” s’interroga Le Nouvel Obs. La prima ipotesi sembra la più probabile. Reduce dagli scandali domestici del presidente Hollande, dalla crisi economica (ed il conseguente successo del Front National alle municipali a Marzo), dall’impopolarità nei sondaggi, attaccato per il progetto d’insegnamento della “teoria del gender” nelle scuole, il governo socialista trema. Dominique Bertinotti, ministro delegato alla famiglia e sostenitrice della PMA, rassicurava su BFMTV il 5 Febbraio scorso, che il disegno di legge era comunque destinato a ripresentarsi «tra due, tre o quattro anni». Nessun testo di legge era ancora stato scritto ma un rapporto sulla famiglia del XXI secolo diretto dalla sociologa Irène Théry era stato sottoposto al Comité consultatif national d’éthique e il governo era in attesa della sua approvazione ancora ad inizio Aprile  prima di sottoporlo al Consiglio dei ministri e di dibatterlo in parlamento. Questo progetto è saltato e del rapporto non si è più parlato per due mesi, fino a quando esso non è stato reso pubblico solo martedì 8 Aprile.

Cosa prevedeva per le coppie omosessuali il rapporto sulla famiglia bocciato dal governo Ayrault? Estendere le adozioni plenarie e le adozioni semplici a tutte le coppie (coniugati, unioni civili, coppie di fatto). PMA per le coppie lesbiche. Accesso al donatore per i bambini nati da PMA in quanto il dono andrebbe considerato come un atto altruistico, ma non assimilabile ad un riconoscimento legale né ad un adozione. Istituzione d’una modalità di stabilimento della filiazione per tutte le coppie su dichiarazione comune anticipata della filiazione. Fine dell’anonimato per i donatori di gameti ed accesso alle origini alla maggiore età. Istituzione di un diritto alle origini, precisando che il diritto alle origini non include necessariamente un diritto all’incontro col donatore. Più oscure le posizioni sulla GPA, nessun consenso nel quadro del rapporto. Stabilimento della filiazione per i bambini nati da GPA all’estero. Un ruolo di maggior spessore giuridico per il patrigno o la matrigna.

Interrogata sulle varie emergenze che il rapporto poteva portare alla luce la sociologa Irène Théry, in merito alla situazione dei bambini nati da surrogazione di maternità all’estero, ha dichiarato al giornale Les inrocks: “Il fatto che non abbiano la filiazione in Francia può metterli in pericolo”.

Ma ciò che è veramente urgente è di uscire da questo dibattito sulla famiglia che si mette molto male da mesi, ove ciò che importa è l’anatema ed una visone retrograda della famiglia, che non prende in considerazione le grandi metamorfosi che hanno avuto luogo negli anni ’70, quando i valori di uguaglianza tra i sessi e i diritti del bambino hanno scardinato il vecchio diritto familiare.

Ma voglio anche sottolineare che il nostro rapporto non è militante. E un rapporto universitario, estremamente dettagliato, che invita a ricollegarsi con un dibattito proposto, senza anatemi, animato dal rispetto delle persone, e che prova a guardare il presente situandolo nel lungo arco della Storia.”

Les inrocks interroga Théry anche sul motivo per il quale preconizza l’apertura della PMA alle coppie lesbiche ma non alle donne nubili.

“Un rapporto è un lavoro collettivo nel quale si cerca un consenso generale. Sulla PMA ci siamo trovati subito d’accordo per aprirla alle coppie di donne. Dal momento che proponiamo tutt’una riforma per uscire dall’ipocrisia del diritto attuale sulla PMA ed istituire in Francia la procreazione con dono di un terzo, ci siamo trovati tutti d’accordo. Molti non erano favorevoli all’idea che un bambino sia cresciuto da una persona sola. Certo, riconoscono le donne nubili, ma per molti membri del gruppo, ciò che importa è che il bambino abbia due genitori, che essi siano eterosessuali o omosessuali. Come vede, non ho riunito un gruppo ad hoc perché la pensino tutti come me! Ho scelto coloro che ritengo essere i migliori per gli argomenti trattati. Per esempio sulla surrogazione di maternità, il gruppo non è riuscito a mettersi d’accordo sulla sua legalizazione in Francia con inquadramento, mentre personalmente vi sono favorevole. Non sono scioccata perché il dibattito non è maturo in Francia. Invece, sul riconoscimento in Francia della filiazione per i bambini nati da surrogazione di maternità all’estero, a prescindere dall’essere favorevoli o contrari alla surrogazione di maternità, ci siamo tutti accordati a dire che occorre autorizzarla poiché la situazione attuale è contraria all’interesse del bambino.”

Elisabeth A. Beretta

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