Liceo Giulio Cesare: adesso sequestreranno anche Aristofane?

155738675-5edb4d66-9574-498b-a436-34fe94d4a5dbQuando avevo 15 anni la mia professoressa di greco ci faceva leggere in classe i passi delle commedie di Aristofane. Dal “Non vedo l’ora di una bella chiavata” al “ce l’ho dritto”, fino alla narrazione più esplicità dei vari atti sessuali.

Quello che è successo oggi al liceo Giulio Cesare ha un sapore tragicomico. I genitori che hanno denunciato gli insegnanti per aver proposto il libro della Mazzucco sono immersi nella più ridicola ipocrisia: sarà parlare di “sesso gay”, come recita questa brutta definizione dei media, che corrompe i minori? e tutto il sesso che si vede in Tv e in rete? i programmi demenziali? la violenza? Il sesso tra due persone è “sesso”, non “sesso gay”.
Se si può parlare di sesso “etero” si può parlare anche di sesso “gay”: meglio ancora, si può e si deve semplicemente poter parlare di sesso. Se ne facessero una ragione i genitori, anche perchè i loro figli ne sanno già probabilmente più di loro.
La questione ha anche del tragico, perchè il libro parla di una famiglia omogenitoriale, di una storia molto complessa e delicata per la difficile situazione del nostro Paese; tutto viene però spazzato via da una violenza repressiva degna della peggiore inquisizione.

Ciliegina sulla torta: i baldi fanciulli di Forza Nuova piombano fuori dalla scuola con lo striscione “maschi selvatici non checche isteriche”. Al di là delle facili batutte, i nostri “maschi selvatici” dovranno far fuori un bel pò di cultura classica per togliere il sesso e l’omosessualità dai programma scolastici, a partire dal grande Aristofane.
A meno che non si voglia tornare ai tempi in cui qualche prof. diceva che l’amore dei greci era solo “platonico”.

Insomma, una risposta serena e pacata, in tutte le scuole, sarebbe la lettura sistematiche di questo ed altri libri. Cari insegnanti mettetevi di impegno: facciamo capire a questa gente che la libertà, specie quella del corpo e del pensiero, è una cosa seria.
Così forse gli passerà la voglia di invocare la libertà di espressione per giustificare le litanie delle “Sentinelle in Piedi” contro la legge sull’omofobia.

Rosario Coco

Presidente Gaynet Roma

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