“L’Italia LGBT oggi”: 14 maggio convegno a Roma promosso da ANDDOS e Gaynet

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In occasione della “Rainbow Week” promossa dal comune di Roma per la giornata mondiale contro l’omofobia, ANDDOS e GAYNET organizzano un incontro per fotografare da vicino la realtà delle persone LGBT in Italia. L’evento sarà un’occasione per rendere noti dati e statistiche inedite, utili non solo a riflettere sul fenomeno omofobia, ma anche ad individuare strategie e obiettivi per il riconoscimento dei diritti e per un reale sviluppo culturale in termini di inclusione e pluralismo.

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Per l’occasione, commenteremo anche la vittoria di Conchita Wurst all’ Eurovision Song Contest 2014, che ha suscitato grande soddisfazione all’interno dalla comunità LGBT e ha costituito un grande messaggio di apertura e superamento di ogni pregiudizio.

Gli ultimi dati diffusi dall’ISTAT nel 2011 parlano di almeno 3 milioni di persone, un numero da considerarsi inferiore rispetto alla realtà a detta dello stesso Istituto. Recentemente, ANDDOS, ha interpellato con un sondaggio nei propri circoli i suoi100.000 iscritti in merito alla legge contro l’omofobia purtroppo snaturata dall’iter parlamentare e arenatasi in Senato. E’ emersa una consapevolezza e un’insofferenza diffusa in merito alla situazione politica e sociale, un’insofferenza dovuta, in gran parte al sensazionalismo con cui i media trattano quotidianamente le questioni LGBT, tenendo spesso in vita queipregiudizi e che quelle mistificazioni della realtà che impediscono di fatto il riconoscimento dei diritti nel nostro Paese, a differenza della maggior parte dei Paesi europei e occidentali.

La violenza mediatica che ha assunto il dibattito sui diritti civili e l’inadeguatezza di certa classe politica mettono in pericolo la sicurezza quotidiana delle persone LGBT. Non ci riferiamo alle aggressioni omofobe, purtroppo in costante aumento, che costituiscono tuttavia solo la punta dell’iceberg. Viviamo in un Paese che si rifiuta di recepire il messaggio storico diliberazione sessualelibertà e laicità del movimento LGBT e che sembra voler cedere anche ad inquietanti spinte reazionarie.

Per questo motivo, mancanza di sicurezza significa non avere la possibilità di vivere in luoghi protetti e sicuri la propria sessualità e affettività, significa non avere a disposizione informazioni e assistenza sulla salute e sulla prevenzione, significa non avere opportunità di socializzazione e dover affrontare percorsi ancora oggi difficili di accettazione di sé in totalesolitudine. E’ a tutte queste esigenze che rispondono ogni giorno i circoli ANDDOS.

Oggi siamo di fronte, inoltre, ad una sorta di “seconda generazione” di persone LGBT, giovani, giovanissimi, adulti e anziani, che stanno lentamente scoprendo ed accettando se stessi e le sfumature della propria sessualità in tempi e modi diversi rispetto alla maggior parte degli omosessuali, delle lesbiche, dei transgender cosiddetti “dichiarati”, in un’Italia purtroppo ancora divisa da grandi differenze culturali tra centri e periferie.

In questo senso, ANDDOS è tra le poche realtàin grado di dialogare ed interagire direttamente con uno spaccato quanto più fedele ed eterogeneo delle persone LGBT in Italia, non solo per il numero di soci, circa 100.000, ma per l’estrema varietà delle loro situazioni personali. I 57 circoli ANDDOS costituiscono un vero e proprio osservatorio privilegiato, in quanto luoghi in cui ciascuno si sente al riparo da pregiudizi e influenze esterne e quindi in grado di accogliere sia coloro che muovono i primissimi passi nella scopertà di sé, che siano giovani, adulti o anziani di ogni fascia sociale, sia coloro che sono già “dichiarati”, sia coloro che non riescono per motivi professionali o personali a fare coming out. Naturalmente, ANDDOS, si batte affinchè tutte e tutti, al più presto, possano vivere serenamente la propria identità sessuale, Tuttavia, per colmare questo divario è necessaria, oggi più che mai, un’azione di sostegno costante e quotidiana, affinchè tutti possano percorrere la propria strada dai rispettivi punti di partenza, avendo la possibilità fondamentale di usufruire di luoghi di riparo, socializzazione, informazione e assistenza medica.

Per realizzare tutto questo e migliorare nella sostanza la vita delle persone LGBT, è necessario sia potenziare l’attività capillare dei circoli e di tutti i presidi territoriali, sia stabilire un rapporto diretto con gli operatori dell’informazione, un passo fondamentale nella strada del riconoscimento dei diritti e del rinnovamento culturale. A questo proposito, sin dal 1998,GAYNET persegue l’obiettivo di migliorare la comunicazione su fatti e persone LGBT, attraverso il monitoraggio del linguaggio nei media. Nella recente pubblicazione “8 esercizi sull’informazione LGBT”, apprezzata in ambienti accademici e istituzionali, GAYNET si è rivolta a tutti coloro che si occupano di informazione proponendo alcune semplici regole da seguire per superare stereotipi e pregiudizi.

Purtroppo ancora oggi, su molte testate giornalistiche, vediamo titoli parlare di “ambienti particolari”, “festini gay”, “omicidi gay”, “trans” sempre al maschile, matrimoni tra “maschi”, “ideologia gay”, “teoria del gender”, “terapie riparative”, “famiglie gay”

Sono solo alcuni esempi di un modo di parlare che alimenta drammaticamente diffidenza e intolleranza.

Obiettivo di Gaynet è la realizzazione di un protocollo sull’informazione che coinvolga Ordine dei Giornalisti e Federazione nazionale della Stampa, sull’esempio della Carta di Treviso relativa al trattamento dei minori. Gaynet si propone, inoltre, di intervenire nell’ambito della formazione e dell’aggiornamento delle figure professionali che si occupano di comunicazione e informazione.

Solo così sarà possibile superare quei luoghi comuni pregiudizi che colpiscono, denigrano e ricoprono di ombre non solo i circoli LGBT, bensì gli spazi di vita, di incontro e dunque la quotidianità stessa delle persone LGBT. Ciò significa minare alla base quei diritti inviolabili dell’uomo sanciti dalla Carta Costituzionale, come la “piena uguaglianza” e “il pieno sviluppo della persona umana”, (art.3) garantiti in “tutte le formazioni sociali ove si svolge la sua personalità” (art. 2),

Nel valorizzare i principi della Carta Costituzionale, infine, ANDDOS e GAYNET desiderano rendere omaggio con questo convegno ad Aldo Braibanti, partigiano, intellettuale, omosessuale, scomparso pochi giorni fa protagonista dell’unico caso in Italia in cui l’omosessualità è stata punita con il carcere.

La prima parte del convegno “Circoli LGBT, istruzioni per l’uso”, illustrerà le attività e il ruolo sociale dei circoli ludico-ricreativi, con l’obiettivo di porre le basi di una collaborazione con le forze dell’ordine per garantire insieme legalità e sicurezza.

La seconda parte del convegno “Quegli ambienti particolari”, analizzerà il rapporto tra media e linguaggio LGBT, con l’obiettivo di approfondire la collaborazione con il Corecom, l’Ordine dei Giornalisti e Federazione Nazionale della Stampa.

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   L’Italia LGBT oggi:

     Sicurezza, informazione, obiettivi.

     Mercoledì 14 maggio, Sala del Consiglio del Municipio I, Roma.

Prima Parte

Circoli LGBT, istruzioni per l’uso”

Ore 10:00 – Accreditamento

Ore 10:15 – Saluti del Presidente di ANDDOS Mario Marco Canale alle autorità presenti in sala

Ore 10:30 – Intervento del Presidente di ANDDOS Mario Marco Canale sul ruolo di ANDDOS e dei Circoli affiliati ed il rapporto con le Istituzioni

Ore 11:00 – Intervento del rappresentante delle Istituzioni locali

Ore 11.30 – Intervento del Presidente del Collegio dei Garanti di ANDDOS Avv. Antonio Bubici sulla sicurezza e legalità dei Circoli ANDDOS

Ore 12,00 – Interventi sulla sicurezza nella città di Roma e le persone LGBT

Ore 12:30 – Proposta di collaborazione tra ANDDOS e Organi di Controllo nella città di Roma

Ore 13:00 – Saluti del Presidente Nazionale di Arcigay Flavio Romani

Ore 13:15 – Proiezione del cortometraggio sull’omofobia promosso da Arcigay

Ore 13:30 – Pausa pranzo (buffet)

 

Seconda parte

Quegli “ambienti particolari”

Ore 15:00 – Introduzione del Presidente Nazionale di Gaynet Franco Grillini

Ore 15:30 – L’informazione LGBT dagli anni 80′ ad oggi. Intervengono: Tommaso Cerno, giornalista Espresso, Delia Vaccarello, giornalista Unità, Andrea Pini, storico, Gianpaolo Silvestri, ex senatore, Aurelio Mancuso, giornalista ed attivista

Ore 16:10 – Informazione e HIV. intervento di Giulio Maria Corbelli, Direttivo di Plus Onlus

Ore 16:30 – Dibattito sul rapporto tra media e linguaggio LGBT. Sono invitate ad intervenire le associazioni LGBT, i rappresentanti dell’FNSI e dell’ordine dei giornalisti

Ore 17:30 – L’informazione al prossimo Roma Pride: intervento di Rosario Coco, Presidente di Gaynet Roma

Ore 17:45 – Conclusioni

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