Vigoressia: “quando il muscolo è malato” (e non solo “gay”)

vigoressiaa

Sono diversi i modi di definire la vigoressia a partire da bigoressia, dismorfia muscolare, anoressia riversa fino ad arrivare al complesso di Adone ma tutti fanno capo allo stesso tipo di disagio : ossessione esasperata verso la propria massa muscolare a discapito della propria salute. La massa muscolare diviene l’unico obiettivo da perseguire attraverso un regime alimentare iperproteico, allenamenti rigidissimi e nei casi più gravi anche attraverso l’uso di anabolizzanti. Il corpo muscolosissimo diviene una maschera dietro la quale nascondersi ma lo stesso corpo è talora il sintomo più vivo di diversi disagi che colpiscono in special luogo ragazzi in fase tardo adolescenziale e giovani uomini, ma ci sono anche casi di donne con severa vigoressia. Essendo un disturbo relativamente giovane, la prima volta fu descritto nel 1993, non si conoscono le cause specifiche concorrenti, nonostante gli oltre 1000 articoli scientifici prodotti da quando è stata individuta 20 anni fa.

Non c’è una classe sociale maggiormente colpita così come non sono state individuate correlazioni riguardante l’ orientamento sessuale. Le uniche prevalenze riscontrate riguardano il genere (maschile) e la giovane età.
Diverse sono le compromissioni a cui i soggetti vigoressici vanno incontro: sociali, relazionali, occupazionali, familiari. Ci sono casi di divorzio dalla moglie perché il soggetto vigoressico necessitava di maggior tempo da dedicare all’esercizio fisico e non voleva distrazioni di alcun genere. Ci sono anche taluni che affetti da tale disturbo hanno perso importanti occasioni  di lavoro perché troppo assorbiti in questo ripiegamento verso il proprio corpo.

Non a caso la vigoressia è chiamata anche anoressia riversa proprio perché è l’altra faccia della medaglia dell’anoressia: è diverso l’ideale corporeo a cui aspirare ma vi sono molte aree di similitudine tra cui la dismorfofobia: infatti il vigoressico non ha una percezione oggettiva del proprio corpo ma si vede sempre magro, fuori forma e soprattutto poco muscoloso. Un’altra matrice comune è l’insoddisfazione verso se stessi: attraverso il corpo si vuole aumentare la propria autostima che è carente. Pope (2000) sottolinea che più di una distorsione relativa all’immagine dei loro corpi, nei soggetti con vigoressia vi è una distorta immagine di se stessi come uomini. Inoltre c’è un grossissimo senso di inadeguatezza che compromette i contatti sociali. L’autostima ha come unico canale a disposizione la grandezza dei propri muscoli e la misura di quanto il soggetto riesce a percepirsi “grosso” , chiedendo costanti rassicurazioni dei propri muscoli agli altri. I muscoli, infatti rappresenterebbero per loro un mezzo di compensazione per un senso di inadeguatezza circa la propria mascolinità. Tale disturbo colpisce in maniera silente la popolazione sportiva soprattutto maschile, “mimetizzandosi” nell’equazione di genere muscolarità=forza e potere.

Imbattendomi,durante la ricerca di questa patologia, in un forum frequentato da culturisti ecco come un utente commenta l’articolo sulla vigoressia uscito su un famoso quotidiano nazionale: “ma dai, io stesso non ho problemi ad ammettere che la mia “passione” per il bb mi ha rovinato la vita in certi periodi: vacanze rovinate perchè IO dovevo mangiare ogni 3 ore le cose che dicevo io, dovevo recuperare e dormire quindi la passeggiata no, la sciata con i panini no, etc etc etc … ben diverso è lo sportivo “medio” a cui piace correre, ma se ne fotte, sostanzialmente, se ce la pasta o la carne a pranzo e a cena, e se gli orari non si rispettano, se si salta qualche pasto o qualche allenamento”.

In queste parole già c’è molto di tutto quello di cui si sta parlando e c’è anche una lucida consapevolezza. Spesso però è proprio questa a mancare perché di fronte ad un corpo muscoloso e tonico è difficile anche per gli amici e conoscenti andare a rintracciarne una malattia (mentre quando si tratta di casi di anoressia severa anche il corpo stesso, oltre ovviamente a tutto il resto, diviene un campanello d’allarme perché visibilmente sottopeso). Allora ecco che diventa importante valutare il comportamento che ha diverse similitudini tra vigoressici e questi criteri spesso fanno la differenza per poter evidenziare alla base un disturbo. Vi sono alcune avvisaglie  riguardanti un soggetto tendenzialmente a rischio vigoressia o già vigoressico.

1)Un guardare il proprio corpo allo specchio in modo ossessivo;2)spesso il soggetto fa paragoni tra il proprio fisico e quello degli altri; 3)Va nel panico se salta un allenamento o se è costretto a mangiare cibi non proteici (pizza, pasta);4) Dieta iperproteica e fissazione per orari in cui mangiare con rigida precisione e severità nel rispettare tale dieta e orari;5) Assunzione di anabolizzanti e sostanze pericolose;6) Trascura eccessivamente la vita sociale per gli allenamenti; 7) Difficoltà a conciliare vita familiare e lavorativa con la propria attività fisica e dieta fino ad arrivare al licenziamento e al divorzio.
In tutti gli articoli scientifici a riguardo, così come nel libro di Pierluigi De Pascalis “Vigoressia quando il fitness diventa ossessione”, si pone l’accento ovviamente sulla prevenzione attraverso una campagna di sensibilizzazione, divulgazione e conoscenza della vigoressia che come abbiamo visto colpisce soprattutto giovani e giovanissimi.

BIBLIOGRAFIA:
• Cella S., Buonaiuto M., Miraglies R., Cotrufo P., La reverse anorexia: uno studio descrittivo su 50 bodybuilders XIX congresso AIP sezione di psicologia clinica, Cagliari, 2005.
• Lantz C., Rhea D., & Cornelius A.E., Muscle Dysmorphia in Elite – Level Power lifters and Bodybuilders: A Test of Differences Within A Conceptual Model, “Journal of strength and conditioning research”, National Strength & Conditioning Association, 16 (4), 2002.
• De Pascalis P., Vigoressia quando il fitness diventa ossessione, il pensiero scientifico editore, 2013.

Mauro Bruzzese

Psicologo

Comments

comments