Dagli Italian Gaymes al Calabria Pride passando per Borgosesia: oggi gran finale per l’estate rainbow! (ricordando il 19 luglio)

calabriaUna giornata, questo sabato 19 luglio,  davvero densa di eventi per la comunità LGBTQI e per tutti coloro che sostengono la causa di un Paese più libero, inclusivo e laico. Sarà la giornata decisiva per gli Italian Gaymes, i primi giochi LGBT italiani partiti ieri sera con una grande presentazione e che vedranno più di 300 atleti, professionisti e non gareggiare in 8 competizioni diverse. Oggi l’attesissimo piccolo “mondiale rainbow” di calcio a 5 e la grande premiazione finale alle 21:00 al Gay Village di Roma, ospite d’eccezione e madrina, Mara Venier.

Se di prime volte si tratta, forse ancora più importante è la prima assoluta del Calabria Pride, a Reggio Calabria, una regione che si accinge per la prima volta a ricordare il mito di Stonewall, con un corteo desiderato, atteso e organizzato con le stesse ansie ed emozioni che ricordano il primo Pride del 1994 a Roma. Alla Villa Comunale di Reggio Calabria, ore 17.00, c’è da aspettarsi davvero un fiume di  gente. Di certo sarà una grande chiusura per l’Onda Pride che ha caratterizzato gli ultimi due mesi.

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la manifestazione di questa mattina a Borgosesia con lo slogan: “l’amore non si multa”

Infine, ma non per importanza, la mobilitazione di un territorio, Borgosesia, che alle 10:30 si ritrova nella piazza principale per rispondere alla provocazione del sindaco leghista Buonanno, reduce da un’uscita delirante su una delibera alla Putin, per vietare i cosiddetti “baci gay”.

italian_gaymes_def1-300x262Un’iniziativa partita dalla rete, che ha coinvolto persone da ogni parte della penisola, e che è stata presa in consegna dagli attivisti sul territorio, una sorta di “best practice” da tenere decisamente in considerazione.

Insomma, la stagione dei Pride, quel lungo mese che va dal 17 maggio fino ad allungarsi quest’anno al 19 luglio, si chiude davvero con i fuochi di artificio e con alcune grandi lezioni.

1) Lo sport è sicuramente un mondo nel quale, con gli Italian Gaymes abbiamo a pieno titolo mosso i primi passi per costruire un nuovo e potentissimo strumento di integrazione e parità, valorizzando i valori più nobili che lo contraddistinguono, la competizione, la lealtà, il sacrificio fisico, la cooperazione, la sportività. Le sfide che si aprono sono davvero infinite, dall’educazione dei più piccoli alla promozione di nuove realtà e manifestazioni in tutta Italia.

2) L’Italia è un Paese che non può essere “letto” con il linguaggio del centro e della periferia. L’Italia è un Paese di piccoli e grandi “centri”, diversi per cultura e tradizioni, un po’ “a macchia di leopardo”. Eventi come il Calabria Pride e la mobilitazione di Borgosesia, dimostrano che ci sono territori pieni di voglia di crescere e di misurarsi contro i pregiudizi e anche i luoghi comuni che li attanagliano.

3) In questo senso, la potenza espressiva del Pride si rivela in tutta la sua inconfondibile unicità e irrinunciabilità: una manifestazione che non chiede semplicemente diritti e parità, ma che rivendica un modo nuovo di concepire il corpo, le relazioni e la libertà delle persone, un messaggio che non dobbiamo dimenticare, un linguaggio che, in mezzo ai nuovi “linguaggi” come lo sport e le battaglie prettamente giuridiche, deve rimanere senza ombra di dubbio la nostra stella polare.

La nostra è. Infatti, una battaglia  prima di tutto di libertà, in particolare di “libertà di essere qualcosa”, non “libertà da qualcosa”.

Schermata 2014-07-18 a 18.23.02Un’ultima considerazione, a questo proposito, ci riporta al fatto che ricorre anche l’anniversario della morte di Paolo Borsellino, stroncato 22 anni fa dalla mafia e non solo. Le mafie sono qualcosa che tolgono proprio quella libertà di essere che il movimento LGBTQI o di liberazione sessuale, come si chiamava un tempo, hanno sempre rivendicato. Le mafie hanno sempre trovato e continuano a trovare i loro migliori alleati in quei pregiudizi e in quelle ideologie in grado di controllare i sentimenti, gli affetti e la vita degli altri, in breve, di controllare le persone.

Visto che, ultimamente, strani personaggi con dubbi trascorsi politici e qualche condanna sul groppone, diventano improvvisamente gayfriendly, questa coincidenza dovrebbe farci riflettere sul fatto che un Paese che non è in grado ancora di guardarsi pienamente allo specchio circa il proprio presente e il proprio passato, potrà forse riconoscere qualche diritto in più sulla carta, ma difficilmente sarà, nella sostanza, un Paese davvero diverso, inclusivo, libero, laico, in una parola più “friendly”.

Rosario Coco

Presidente Gaynet Roma

 

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