Family Day, oggi a Roma oggi sfila il festival dell’omofobia e dell’odio verso la collettività lgbt

img1024-700_dettaglio2_Family-Day-Roma-Stop-GenderUna manifestazione inutile e odiosa, il “family day” di oggi in Piazza San Giovanni a Roma, come tutte le manifestazioni d’odio. Perchè quella di oggi non è altro che una piazzata omofoba caratterizzata dall’odio profondo verso le persone lgbt e i loro diritti. Si dice che si vuol difendere la famiglia ma non si parla di nessuna delle patologie intrafamiliari e delle problematiche economiche che rendono difficilissimo per chiunque, etero od omo che sia, farsi una famiglia così come recita l’art. 9 della carta dei diritti della comunità europea.

Altra bufala al centro di questa manifestazione è il complotto “gender” completamente inventato nelle stanze vaticane perchè non fa parte né della cultura né delle piattaforme del movimento lgbt e per lo più non si capisce nemmeno cosa voglia dire. Ricorda peraltro il “complotto demplutogiudaicomassonico” di fascistissima memoria che fu agitato contro la comunità ebraica e fu alla base delle persecuzioni nazifasciste.

Più che difendere la famiglia come entità astratta occorrerebbe difendere le donne dentro la famiglia tradizionale visto che ivi una donna viene uccisa ogni 2 giorni, ma è ovvio che del gravissimo fenomeno del femminicidio non frega a nulla ai Giovanardi e ai Gasparri di turno. Ancora una volta diciamo che non sono certo le coppie omosessuali a mettere in pericolo la famiglia tradizionale ma le disastrose politiche economiche di cui sono in larga parte responsabili i presunti 100 parlamentari che hanno aderito al “family day 2”.

Quella del milione di presenti, inoltre,  è una grande bufala e siccome dire bugie è peccato presumiamo che domani ci sarà un gran via vai nei confessionali. Piazza San Giovanni è di 42.700 metri quadrati  e ci possono stare al massimo 256 mila persone super pigiate. Se si toglie il palco, lo spazio usato dai passeggini, dagli sdrai (molti anziani dormivano essendo stati sradicati alle 4 del mattino e stipati nei pullman), dagli stand, dai venditori di bibite e via dicendo il numero reale sarà stato sui 70 mila che, per carità, è una quantità rispettabile, ma non certo un milione.

Ai partecipanti è stato vietato parlare con la stampa dall’organizzazione il che la dice lunga su qual’era la fiducia sui presenti.

La “tiepidezza” del vaticano e la non adesione di CL e persino del conservatorissimo Forum delle famiglie la dice lunga sull’imbarazzo per i cattolici dal farsi rappresentare da personaggi super screditati e al limite del clounesco come l’Adinolfi, Gandolfini o Costanza Miriano. Quest’ultima ha affermato che “non siamo noi che discriminiamo ma è la natura che li discrimina”. Argomentazioni come si vede di grande spessore.

Come Gaynet troviamo di grandissima pericolosità la presenza sul palco dell’imam musulmano che si è detto totalmente d’accordo con i cattolici presenti. Da festival dell’omofobia  a festival dell’integralismo ovvero alla grande alleanza delle religioni monoteiste nella loro parte ultraconservatrice. Nel mondo le religioni si massacrano ma hanno un punto sul quale trovano l’unità: l’odio per le persone omosessuali.

Martedì riparte la discussione in Commissione del DDL Cirinnà, la sua approvazione nella sua versione più completa ovvero il più vicino possibile al matrimonio sarà la sconfitta dell’#inFamilyDay fatto di odio omofobico, di misoginia, e di razzismo verso le minoranze sessuali.

La laicità è un bene pubblico e un valore costituzionale, sarebbe un vero peccato non difenderla fino in fondo.

Franco Grillini – Presidente Gaynet Italia

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