Chi ha paura dell’Inc.Cool.8?

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Il programma televisivo Crozza nel Paese delle Meraviglie, in onda su La7, ormai da un po’ di tempo ci propina un nuovo personaggio, un po’ Steve Jobs de noantri: l’amministratore delegato di una società che ha come unico scopo rendere impossibile la vita ai consumatori. E lo fa attraverso un prodotto che si chiama Inc.Cool.8, con un evidente il riferimento al sesso anale, neanche tanto figurato e spesso esplicitamente mimato dal compiaciuto personaggio.

Sarebbe facile (per chi, come me, ama il sesso anale) dire che si tratta di ironia banale, sessista, maschilista, eterocentrista. Le risate del pubblico e la stessa scelta di mandare in onda, in una rete generalista, uno sketch del genere impongono però una riflessione. Cerchiamo pertanto di fare un po’ di chiarezza.

Apro il dizionario, dove si legge che la satira dovrebbe essere ciò che “evidenzia e mette in ridicolo passioni, modi di vita e atteggiamenti comuni a tutta l’umanità, o caratteristici di una categoria di persone o anche di un solo individuo, che contrastano o discordano dalla morale comune (e sono perciò considerati vizî o difetti) o dall’ideale etico dello scrittore”.

Da ciò si deduce che il comico Crozza sta effettivamente facendo il suo lavoro, evidenziando l’insensibilità dei grandi manager d’imprese multinazionali per la vita dei poveri consumatori. Perchè allora lo sketch continua a disturbarmi?

Il disturbo nasce dal fatto che, nel fare satira, Crozza si serve della metafora antichissima che ha origine migliaia di anni or sono, del sesso anale passivo (o “ricettivo”, per usare un termine più raffinato) come attività degradante. Degradante, naturalmente, per l’uomo eterosessuale libero, che nella società greco romana era tranquillamente autorizzato dalla morale comune a fare sesso con chiunque e qualunque cosa, l’importante era che fosse “insertivo” (o attivo, per dirla nel linguaggio più comune).

Da quel mondo antico nacque la metafora, ancora oggi così diffusa, dell'”inculata” come un doloroso imbroglio. Persino il termine “buggerare” del resto, come ricorda Giovanni Dall’Orto in Tutta un’altra storia. L’omosessualità dall’antichità al secondo dopoguerra (Il Saggiatore, 2015) deriva da un gruppo di cristiani eretici medievali accusati di praticare sodomia, a riprova di quanto sia antico e radicato tale uso.

Nell’usare tale metafora, oggi, dopo svariati secoli dalla fine della schiavitù, dopo decenni dal raggiungimento per le donne della parità dei diritti, dopo le lotte per la liberazione sessuale, dopo i Gay Pride, dopo che la componente omosessuale è diventata parte integrante in tutte le società avanzate del mondo, nell’usare tale metafora Crozza rende evidente a noi tutti che, in Italia, certi percorsi di civiltà non sono ancora assimilati. E’ ancora l’uomo eterosessuale latino, quello che “non lo prende”, lo spettatore-tipo a cui si rivolge la tv. E’ ancora quella la società italiana, quella in cui tutti quelli che “lo prendono” devono sghignazzare mentre viene degradato un aspetto importante della loro sessualità, perchè “tanto è solo satira”, mica è vita vera. Ah no, la vita vera è quella in cui chi “lo prende” viene deriso a scuola, talvolta picchiato, minacciato, in alcuni casi persino ucciso. La vita vera è quella in cui chi “lo prende” viene deriso a volte persino nel mondo omosessuale, perchè certa violenza sociale è talmente forte da non essere combattuta nemmeno da chi la subisce.

Ecco da dove deriva il dolore che provo nel sentire le risate alle battute di Inc.Cool.8: dal vedere che l’Italia è un paese culturalmente arretrato.

Non si consideri, per favore, questo come “il solito discorso dell’attivista gay vittimista”. Si guardi alla sostanza: nel millennio che si prepara per noi e per i nostri figli l’Italia dovrà schierarsi con il mondo avanzato, non coi boia dell’Isis. Per cui ridiamo e divertiamoci, chè questi sono i pregi del vivere in una società libera, ma facciamolo consapevolmente.

E ora svesto l’abito da censore domenicano e vado a prendermi un bell’Inc.Cool.8. Ad maiora!

Valerio Mezzolani- segretario nazionale Gaynet

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