Unioni civili, dichiarazioni pediatri senza fondamento, affetti alla base successo educativo

giovanni_corsello-535x300Il Presidente dei pediatri dichiara che “possono esserci danni” per figli affidati a famiglie omogenitoriali. Psicologi e pedagogisti dicono il contrario, e pure i pediatri americani.

Nel dibattito umiliante sulle unioni civili cui assistiamo in questi giorni entrano a volte a gamba tesa dichiarazioni fatte a sproposito che mettono i bastoni tra le ruote di un percorso legislativo che sta per colmare le più clamorose lacune della nostra legislazione riguardo le nuove forme famigliari, mettendoci al passo col resto degli altri Paesi occidentali.

I pediatri, è bene ricordarlo, sono medici che hanno competenza sugli aspetti fisici e costituzionali dei bambini, Giovanni Corsello fa un salto di corsia e si lancia in valutazioni sulle quali non ha una competenza specifica.

Che “l’assenza di una figura materna o una paterna” possa andare a detrimento del benessere die bambini è una sua opinione assolutamente non condivisa da psicologi e pedagogisti, e contrastata già dal 2002 dai suoi omologhi dell’Accademia Americana di Pediatria che dichiarano al contrario che è compito della legge fare in modo che i bambini delle famiglie omogenitoriali possano avere famiglie forti, stabili e riconosciute perché è proprio nella precarietà che si annidano i pericoli, un fatto noto alla letteratura scientifica da decenni. Per questa ragione i pediatri americani sostengono da più di 10 anni il riconoscimento delle unioni civili prima e del matrimonio egualitario poi in tutti gli Stati Uniti. “Se un bambino ha due genitori che lo amano e sono capaci che scelgono di creare un legame permanente, è nel miglior interesse dei loro bambini che le istituzioni gli diano la possibilità legale di farlo” dichiara infatti la dottoressa Ellen Perrin, coautrice delle nuove linee guida della AAP.

Bisogna poi dire che il riconoscimento del genitore adottivo, nel ddl Cirinnà, è già soggetta alla singola e puntuale valutazione di un giudice minorile (dato che si richiama alla legge del 1983 che riconosce le stepchild adoption delle coppie eterosessuali), e quindi non si capisce la necessità di ribadire questo punto, ma il sospetto che sia un tentativo improprio di complicare ulteriormente il dibattito in corso con interventi impropri è molto forte.

È infatti un dibattito pieni di colpi bassi, di calunnie e di intollerabili cattiverie quello cui assistiamo, un dibattito umiliante per noi, per le nostre famiglie e per i nostri figli, i quali si vedono additati come distruttori dell’umanità e pericolo per la società. Parole ed espressioni di cui molti dovrebbero vergognarsi, perché intaccano la serenità proprio di quei bambini che dicono di voler proteggere, e che invece vengono usati come sponde per colpire noi e la legge Cirinnà.

Franco Grillini

Presidente Gaynet Italia

NOTA:

Cosa dice l’associazione dei pediatri americani nel documento “Promoting The well being of children whose parents are gay or lesbian” (marzo 2013): “(…) I bambini hanno bisogno di relazioni sicure e durevoli con adulti impegnati e in grado di crescerli per intraprendere le loro esperienze di vita per uno sviluppo socio emozionale ottimale. L’ evidenza scientifica afferma che i bambini hanno simili bisogni emozionali e cognitivi e ricevono attenzioni parentali simili, che siano cresciuti da genitori di uguale o di diverso sesso. Se un bambino ha due genitori viventi e capaci che scelgono di creare un legame permanente attraverso il matrimonio civile, è nel più alto interesse del loro bambino che le istituzioni legali e sociali permettano loro di farlo”.

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