Le unioni civili fra ombre e luci

Si dovranno aspettare i decreti attuativi, però ora le unioni civili sono legge dello stato. Finalmente l’Italia non è più la grigia macchia dell’Europa occidentale che compariva tristemente nelle mappe approntate da Ilga Europe, le coppie composte da persone dello stesso sesso avranno i diritti di quelle sposate – con l’esclusione però dell’obbligo di fedeltà che riguarda le coppie etero sposate e quella ancor più pesante della stepchild adoption.

La fontana di Trevi illuminata d'arcobaleno la sera dell'11 maggio
La Fontana di Trevi illuminata d’arcobaleno la sera dell’11 maggio

Si è così dato risposta al tribunale della Corte europea dei diritti umani, che nel luglio scorso aveva condannato l’Italia per il mancato riconoscimento legale delle tre coppie che avevano fatto ricorso presso il tribunale di Strasburgo.

Dopo i difficili passaggi al Senato, con il noto dietrofront del Movimento 5 stelle sul cosiddetto “canguro” e l’accordo del Pd con i “conservatori” della maggioranza di governo che hanno portato all’annacquamento della proposta Cirinnà e al voto del maxiemendamento, la proposta è passata alla camera con 372 voti favorevoli venerdì 11 maggio, non solo dal PD e da Sinistra Italiana, ma col contributo anche dei gruppi parlamentari notoriamente meno gay-friendly di centrodestra: un nome per tutti è quello di Paola Binetti. Questo la dice lunga sulla presunta rivoluzionarietà del provvedimento che Michela Marzano, annunciando la sua uscita dal PD, ha infatti definito legge necessaria ma “vecchia”.

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Il Palazzo del Podestà a Bologna illuminato d’arcobaleno

La celebrazione della sera di mercoledì a Fontana di Trevi, con la bandiera arcobaleno proiettata su uno dei monumenti italiani più famosi del mondo, è stato un momento di meritata festa per un evento atteso da decenni: il riconoscimento dell’esistenza delle persone omosessuali nel nostro Paese. I colori della nostra bandiera hanno colorato per l’occasione anche la facciata del Palazzo del Podestà a Bologna e quella della Basilica Palladiana di Vicenza: l’Italia ha insomma riconosciuto la portata storica della giornata.

Questo non significa che si possa cantar vittoria: la battaglia dell’uguaglianza è solo all’inizio, come tutti i rappresentanti delle associazioni del nostro movimento hanno ripetuto e come il 5 maggio abbiamo detto dal palco di Piazza del Popolo. L’uguaglianza resta l’obiettivo primario e il mancato riconoscimento della genitorialità un vuoto vergognoso, perchè priva di diritti proprio i più deboli, i minori.

Resta poi ancora anche il tema culturale e della sicurezza, sottolineato nella sua impellenza dalla notizia dell’aggressione al Gay Center di Roma – al quale esprimiamo tutta la nostra solidarietà – ad opera di “militanti” di Forza Nuova nella serata di venerdì 13 maggio, con l’apposizione di un cartello che recita: “Unioni civili: la perversione non sarà mai legge”.

La Basilica Palladiana di Vicenza illuminata d'arcobaleno
La Basilica Palladiana di Vicenza illuminata d’arcobaleno

Una intimidazione squadrista di stampo fascista di cui è stato vittima Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, presente in quel momento, accerchiato da una decina di soggetti che poi sono scappati con due auto dalla targa coperta.

Uguaglianza e legge (seria e dura) per reprimere l’omofobia.  Queste le battaglie che ci aspettano.

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