Il peso delle parole: sessismo, omofobia e media – Rimini

Seminario di Formazione  – Il peso delle parole: sessismo, omofobia e media

L’Ordine Giornalisti dell’Emilia-Romagna, la Fondazione Giornalisti dell’Emilia-Romagna e Gaynet
in collaborazione con Arcigay Rimini “Alan Turing”, Rimini Summer Pride, AIGA Rimini Regione Emilia-Romagna (progetto “Radicare la parità) e col patrocinio dell’Unione Europea 

17 Dicembre 2018

Presso

Sala del Buonarrivo

In Corso D’Augusto, 230 – RIMINI

9:00 – 9:30          Registrazione dei partecipanti

Saluto di:

     Giovanni Rossi, presidente dell’Odg dell’Emilia-Romagna (In attesa di conferma)

9:45 – 13:30        Relazioni di:

  • Dalla televisione al web, una prospettiva storica dell’informazione sui temi Lgbti

Franco Grillini (giornalista)

  • L’importanza di un linguaggio non sessista e non omofobo

Alessandro Paesano (esperto di analisi dei media) 

  • Le donne trans e il femminismo: nuove questioni

           Delia Vaccarello (giornalista)

  • Donne e Chiesa cattolica alla luce del Sinodo sui Giovani: punto di svolta o equivoco mediatico?

           Francesco Lepore (giornalista)

  • Omofobia e linguaggio giornalistico

             Pasquale Quaranta (giornalista)

Per l’evento sono riconosciuti 4 crediti formativi (1 credito all’ora)

EVENTO GRATUITO  

Obiettivi e competenze da acquisire:

Obiettivo del corso è studiare le forme comunicative che più spesso scaturiscono da un inconsapevole pregiudizio, dal luogo comune, dalle frasi fatte dominate dagli stereotipi correnti tanto sulle donne quanto  sulle persone omosessuali e transessuali, frutto di un’atavica cultura maschilista e sessista.

Molto spesso e inconsapevolmente, a partire dalle fonti e attraverso un’elaborazione comunicativa superficiale, si mantengono frasi allusive, forme irrispettose e inavvertitamente offensive. Non solo la cronaca nera è vittima di queste forme stereotipate (“la pista gay”, “gli ambienti omosessuali”, “i giri trans” o, sul versante sessista, titoli come “vittima dell’amore” e similari) ma anche le notizie che vengono riproposte in rete, dove è purtroppo sempre più stringente e competitiva la caccia al clic.

Un esempio classico è la confusione fra coppie di fatto e unioni civili, o quella tra outing e coming out.

Le notizie che riguardano le persone Lgbti sono sempre più presenti nel panorama comunicativo e meritano attenzione e rispetto, non soltanto perché incidono concretamente sulla quotidianità di un insieme di persone, ma anche perché, se date in modo sbagliato, possono contribuire a diffondere una visione diffidente e discriminatoria dell’omosessualità e della sessualità in generale, oltre che perpetrare una cultura maschilista che costituisce uno dei principali fondamenti dell’omofobia e di una discriminazione sessista.

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