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Cultura e Media

“Cronache” di ordinaria omofobia: “froci e pervertiti” a Salerno

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Gaynet si unisce alle associazioni in prima linea su questa vicenda nel denunciare un atteggiamento inaccettabile da parte di un giornalismo incapace di assumersi le proprie responsabilità culturali nella lotta all’omofobia. Per chi volesse partecipare, Gaypost.it ha lanciato in merito l’hashtag #cronachepervertite.13782237_10209993281489842_4596881907903585139_n

Ieri mattina, la prima pagina del quotidiano salernitano le Cronache, nel riportare la notizia dell’arresto dei violentatori di un minorenne a Cava dei Tirreni (Sa) – titolava “Froci e pervertiti violentano 17enne”.

A denunciare il titolo e l’articolo omofobo sono le associazioni lgbt della regione, che hanno annunciato un’imminente querela oltre che un esposto all’Ordine dei Giornalisti. Da Gay Lex, avvocati per i diritti delle persone LGBT, sono già state avviate le procedure legali: “Ci vediamo in tribunale”.

“Mentre condanniamo con chiarezza e fermezza ogni atto di violenza, abuso, maltrattamento ai danni di chiunque ed in particolare di minori – si legge nel comunicato stampa di Arcigay Salerno – non possiamo che condannare con altrettanta fermezza l’uso di linguaggi inopportuni, scorretti e a tratti volgari, da parte di una certa stampa locale, sempre pronta al sensazionalismo e a cavalcare qualunque vicenda pur di vendere qualche copia in più. Ricostruzioni colorite, meticolose e dai toni scandalistici non aiutano né le vittime né il corso delle indagini, ma solo alimentano una caccia alle streghe indegna di un territorio civile ed evoluto”

Ha stigmatizzato l’accaduto anche Stefano Tamburini, direttore de La Città – altro quotidiano salernitano – suscitando una risposta del direttore de le Cronache Tommaso D’Angelo: “Devo ritenere che la parola frocio che lo ha tanto sconvolto deve averlo particolarmente colpito, forse per gusti personali, non lo so”, continuando con un tono inadeguato a una polemica nella quale avrebbe semplicemente dovuto scusarsi, D’Angelo ha invece sostenuto il titolo del proprio giornale rilanciando la polemica e spostandola su un piano politico e diverso da quello dell’omofobia al quale pertiene l’uso di termini offensivi: “Noi siamo per la castrazione chimica per queste persone, siamo dalla parte dei ragazzi e ci auguriamo che in carcere venga applicata la giusta legge che al fichetto Tamburini o Tambburrini, scusate ma non frequento le stanze del potere” concludendo con un immancabile “Noi siamo amici dei gay, non dei froci violentatori”.

Nonostante la perdurante mancanza di norme specifiche contro l’omofobia, non va purtroppo mai dimenticato, confidiamo nella magistratura.

Valerio Mezzolani, segretario Gaynet

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