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Francia: cosa farà Le Pen sui diritti civili?

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Marine-Lepen-Gay-C-Tim-Douet_0082_image-gaucheAlle europee, il Front National ha riscosso un successo clamoroso. Marine Le Pen mira alla presidenza della repubblica per 2017. Cosa dobbiamo aspettarci in materia di diritti se entra all’Elysée? Si rischia l’abrogazione del matrimonio egualitario? Vi sarà alleanza fra la destra ultra-cattolica e il Front National? Perché il FN non sfila con la Manif pour tous?

Siamo figli di una civilizazione che ha fondato le regole della nostra società, ovvero che il matrimonio avviene tra un uomo e una donna. Non mi pare buono cambiare questa regola. (…) a questo punto perché sposare un uomo, perché non più coniugi? (…) perché non autorizzare la poligamia?” aveva detto ai microfoni di France Inter M. Le Pen nel 2011. Anche il Pacs, secondo Le Pen, era una richiesta di una minoranza di omosessuali e costituisce una nicchia fiscale per le coppie che ne usufruiscono. Specificava che solo il 5% delle coppie unite dal Pacs sono coppie dello stesso sesso. Trattandosi di un unione civile aperta a tutte le coppie, non è sorprendente che proporzionalmente siano maggioritarie le coppie eterosessuali a beneficiarne. Farne una questione di “diritti dei gay” corrisponde a strumentalizzare l’opinione pubblica. M. Le Pen è giurista e lo sa benissimo. Come vedremo più avanti, non vuole abrogare i Pacs. “Quali altri diritti vogliono oltre il Pacs? Le adozioni? Sono contraria.” 

Sono contro il “matrimonio” omosessuale e abrogherò il “matrimonio” omosessuale nel quadro dello stato di diritto. Senza retroattività. Coloro che sono sposati lo rimarranno. Ma non ci sarà più il matrimonio omosessuale in Francia. Abrogherò quella legge.” dichiara Marine Le Pen nel 2013.

A distanza di due anni, Le Pen sembrava aver cambiato opinione sui Pacs. “Sono per un miglioramento del Pacs, sopratutto sul piano della trasmissione del patrimonio. È la richiesta dell’immensa maggioranza degli omosessuali. Il matrimonio è una rivendicazione ultraminoritaria portata avanti dalla microlobby LGBT davanti alla quale il presidente della Repubblica si è piegato” precisava M. Le Pen nel 2013.

Si potrebbe credere che la destra reazionaria del FN e quella ultra cattolica siano pronte ad allearsi, almeno per l’abrogazione della legge sui matrimoni egualitari. Non è così. Marine Le Pen e Christine Boutin si detestano a vicenda. Una rivalità basata su strategie politiche e scontri personali accumulati da anni (si contendono una fetta dell’elettorato), ma anche su un sistema valoriale profondamente diverso e un omofobia differente.

Da una parte l’estrema destra lepenista e nazionalista, con tutto il bagaglio culturale che comporta: l’assoluta indiscutibilità dello Stato e della legge, l’isolazionismo, il culto della forza e della virilità. Marine Le Pen è giurista e intende abrogare il matrimonio egualitario senza tanti dibattiti, ma anche con un minimo di rispetto delle norme giuridiche. Dall’altra parte la destra ultracattolica, per laquale si tratta invece, di un disaccordo basato su l’inevitabile scontro fra un modello teocratico (il loro) ed un sistema laico e repubblicano (quello francese). Mentre la Manif pour tous si propone di manifestare contro le famiglie omogenitoriali, il FN non prende parte a tali dimostrazioni di malcontento pur avendo visioni convergenti. Convergenti ma non uguali.

Per Christine Boutin, Marine Le Pen è “una postmoderna senza sostanza, circondata da tecnocrati ambiziosi, trasgressivi in numero crescente, che hanno raggiunto culturalmente il pensiero unico”. Mentre il suo partito Force de vie avrebbe “una visione coerente fondata su dei principi chiari (…) per evitare la terribile crisi di civilizazione che ci preparano”.

Il sito di Force vie, partito di Boutin dice del FN: “Così, nelle città di più di diecimila abitanti, sui dieci sindaci del FN, otto, (tra i quali il segretario generale del FN Steeve Briois), hanno rifiutato di sottoscrivere alla “Manif pour tous” applicando le raccomandazioni del numero due del partito, Florian Philippot, opposto alla clausula di obiezione di coscienza e alla partecipazione del FN alle manifestazioni contro la legge Taubira. L’atto fondatore del mandato di Stéphane Ravier, sindaco del settimo settore di Marsiglia, non è stato di celebrare un “matrimonio omosessuale”? 

Steeve Briois, sindaco gay di Hénin-Beaumont, membro del Front National ha dichiarato che si sarebbe rifiutato di celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso, per poi ricredersi “è la legge”.

Trovo le accuse della signora Boutin particolarmente oltraggiose e scandalose. Non ho lezioni da ricevere da una che ha ritirato la propria lista a favore di Nicolas Sarkozy facendosi pagare 600 000 euro dal UMP” ribatte M.Le Pen. Ma a criticare la decisione di Marine Le Pen non sono solo gli avversari politici, ma anche i familiari. A cominciare dalla ventiquatrenne nipote Marion Maréchal-Le Pen che ha sfilato col collettivo della Manif pour tous il 31 gennaio scorso.

E gli omosessuali del FN come la pensano? Già, perché al Front National i gay ci sono, e sempre di più. Les inrocks si poneva persino la domanda Esiste una lobby gay al FN?” Secondo il giornale di estrema destra Minute, l’ascesa di Marine Le Pen ai vertici del partito nel 2011 corrisponderebbe con un afflusso di gay al Front National. “Nel partito, i gerarchi accusano effettivamente i gay di essere una lobby, una gerarchia parallela. È quel che sento in quegli ambienti da più d’un anno. Il cambiamento neo-populista del FN mette al centro del discorso la difesa della Repubblica, della Nazione contro le comunità e lì i dirigenti si ritrovano col comunotarismo che denunciano. Pone un problema di gestione del partito e un problema politico. Marine Le Pen (…) è adulata da uno staff gay, ha sempre frequentato le serate gay, anche suo padre aveva amici omosessuali. Jean-Marie Le Pen disprezza le checche e le rivendicazioni comunitarie. Se un tizio corrisponde ai suoi standard di virilità ma è gay, se ne frega. Sono persone molto bohème.” dice Nicolas Lebourg, specialista dell’estrema destra. Insomma un estrema destra che tollera gli omosessuali e l’omosessualità purché non si veda, non se ne parli, l’uomo non metta in discussione la sua virilità tradizionale, alla quale forse nemmeno viene in mente che l’omosessualità riguarda anche le donne, e che oltre l’omosessualità ci sono molte altre minoranze (bisessuali, transessuali, intersessuali…). Una destra per “maschi selvatici”, avrebbero detto alcuni studenti mesi fa. Una destra che odia le checche. 

Laddove per la cattolica Christine Boutin non si pone tanto il problema del culto della virilità e del patriottismo -Boutin ha un retaggio democristiano, minoritario in Francia, ed europeista. Per Boutin “l’omosessualità è un abominio”. Si tratta di due omofobie, seppur convergenti su molti punti (rifiuto del riconoscimento sociale e giuridico, tradizionalismo, inconciliabilità dell’omosessualità con le istituzioni…), assai diverse. E’ fondamentale capirlo appieno per contrastarle. Una è basata sull’omofobia interiorizzata e la vergogna, l’altra sul peccato e sul senso di colpa.

Sarebbe opportuno interrogarsi su cosa seduca i gay francesi del FN. “Vi è una destrizzazione dell’immaginario gay dal 2001 con l’idea che l’islam e i giovani di stirpe arabo-musulmana siano la forza omofobica. (…) Oggi tanti votano l’estrema destra dicendo che sono ebrei, massoni o gay. Vent’anni fa le cose non stavano così. La gente vuole sicurezza, quindi vota per Marine pur essendo gay.” spiega Lebourg. Si può aggiungere che molti francesi di origini maghrebina, oggi, votano Front National.

In un intervista del 2011, un giovane testimoniava. “Sono omosessuale e sono contro i matrimoni omosessuali. Non si può dire però che sia omofobo. Si tratta secondo me si una rivendicazione communotaristica. Odio il Marais per questo. Non cauziono assolutamente il raggruppamento della Gay Pride. Molti gay non aspirano all’uguaglianza, ma all’indifferenza. Ci sono molti gay che la pensano come me al Front National” racconta Mickael, studente. Un altro ragazzo dichiarava : “Non voglio l’abrogazione dei Pacs, vanno bene, ma sono contro il matrimonio e l’omogenitorialità. Se faccio un figlio un giorno, dato che sono bisessuale, sarà con una donna. Al FN non facciamo la sorveglianza delle chiusure lampo. E’ una questione che riguarda la vita privata. Se venissi con un ragazzo ad un convegno del FN, cosa che non faccio, non lo prenderei per mano. (…) Si fa politica, non siamo su Meetic.”

All’ora dello sdoganamento del FN e del suo successo in un clima populista crescente in Europa, sarebbe opportuno ricordare che il Front National è nato nel 1972 per opera del deputato Jean-Marie Le Pen, che ha dichiarato di aver torturato gli independentisti durante la guerra di Algeria. La fiamma tricolore (tutt’ora logo del partito) è apertamente un richiamo al fascismo di Benito Mussolini. Fino a recentemente il FN qualificava di “dettaglio” l’esistenza delle camere a gaz (nelle quali tra gli altri, furono assassinati migliaia di omosessuali, distinti dal triangolo rosa o nero). Marine Le Pen ha in mente un tour internazionale le cui tappe principali dovrebbero essere Cina e Russia, paesi tristemente noti per la loro presecuzione delle persone LGBT.

Elisabeth A. Beretta

 

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