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Cultura e Media

La puntata di Porta a Porta sul caso Varani. L’opinione di Rosario Coco

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Ieri sera, la puntata di Porta a Porta sul caso Varani. “E’ andata”, come ha scritto il presidente del nostro circolo Anddos-Gaynet Roma, Rosario Coco, analizzando l’approfondimento del programma di Bruno Vespa su Raiuno. “Poteva andare peggio – ha detto Coco – Per quanto il discorso sia stato tutto incentrato sulla questione della droga, che rischia di far deresponsabilizzare l’individio e il contesto sociale facendo passare i due assassini quasi per vittime”.

Ospiti, il neurochirurgo Giulio Maira (già noto alle cronache per essere il chirurgo “del Papa” e per la vicenda del disconoscimento di una figlia non biologica quando questa aveva già 38 anni, nel 2012); lo psichiatra Alessandro Vento; Piero Villaggio (il figlio di Paolo) che ha un passato di tossicodipendenza e di difficile relazione con l'”ingombrante padre” e Vladimir Luxuria.

Rosario Coco, presidente circolo Anddos-Gaynet Roma

Rosario Coco, presidente circolo Anddos-Gaynet Roma

Bruno Vespa ha parlato ripetutamente di “mondo gay”, riproponendo quell’orrendo parallelo creato ad arte: “Di certo, – continua Coco – è già indicativo e per certi versi negativo che l”attivista gay’ (così è stata ripetutamente definita da Vespa, ndr) Luxuria sia invitata a parlare insieme a psichiatri e neuropsichiatri del caso Varani. Questo è accaduto perché qualcuno, purtroppo qualcuno che non ci aspettavamo, ha fornito sul piatto d’argento l’accostamento “locali gay – omicidio Varani”. In questo è stata brava Vladimir a smentire la questione: i locali non vanno demonizzati, specie perché i peggiori abusi e delitti avvengono fuori”.

Al contrario, i locali ricreativi “devono essere usati come argine al fenomeno e per fare prevenzione. – afferma Coco – Bravi anche gli amici di Muccassassina nel rispondere a tono alle domande dell’inviato di Vespa”. Il giornalista infatti è stato inviato a girare un servizio direttamente dalla nota serata, dove agli organizzatori è stato ripetutamente chiesto se ci si siano collegamenti fra l’essere omosessuali, bisessuali, transessuali e l’assunzione di droghe. La bravura nel rispondere è stata, dunque, quella di non arrabbiarsi nel sentirsi fare domande tanto tendenziose.

Ad ogni modo, pur con dei metodi tipici di chi non ha mai mostrato particolare sensibilità verso le persone LGBT quale è sicuramente il caso di Bruno Vespa e della sua produzione di giornalista e uomo televisivo, si può dire che la puntata di ieri sera sia stata soddisfacente, secondo Rosario Coco: “Da questo punto di vista, dopo le coltellate alle spalle e certi articoli che stigmatizzavano i locali come fucine di killer, questa puntata, paradossalmente, è stata quasi ‘riparatrice’. Insomma, che si mettano tutti e tutte il cuore in pace: le persone che abusano di droga stanno da tutte le parti, tra le persone LGBTI come anche tra le persone eterosessuali. Una persona che arriva a tanto, inoltre, non lo fa certo solo perché ha assunto droga; questo deve fare interrogare la società intera, non solo una parte. Droga e omicidi, infine, non c’entrano proprio nulla con l’orientamento sessuale e, sopratutto, non c’entrano nulla col sesso, che per quanto provino a renderlo una cosa sporca e sconveniente rimane insieme all’amore la cosa più bella e spontanea del mondo”.

 

 

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