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L’outing del vice del Front National potrebbe essere strategico

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Le fotografie pubblicate dal tabloid Closer qualche settimana fa, mostravano Florian Philippot, vice del Front National passeggiando mano nella mano con un uomo. Philippot si è detto imbarazzato e la sua privacy violata, ma ci viene il dubbio : che sia è un imbarazzo di facciata ? Organizzazioni come Act-Up hanno difeso l’outing del politico, ma sorge un quesito : oggigiorno, un outing può fruttare ad una carriera pubblica ? E se tale outing fosse un coming out sotto mentite spoglie ?

I recenti sondaggi all’interno del Front National hanno visto crescere in popolarità la figura emergente di Marion Maréchal-LePen. Venticinquenne, biondissima e cattolicissima nipote della leader Marine: unico membro del partito ad aver preso parte alla Manif pour tous. Ella ha sorpassato in popolarità il vice ufficiale del partito, Florian Philippot. La giovane donna raccoglie i consensi dell’elettorato cattolico e tradizionalista delle regioni dell’ovest della Francia. Philippot invece, è apprezzato per la modernità che incarna, giovane e esterno alla famiglia Le Pen. Indubbiamente, il Fronte Nazionale si dirige verso un identità di partito popolare meno estremista e più consensuale. Sono già numerosi anni che rappresentanti del FN sono persone di colore, donne e membri di minoranze sessuali o etniche. Sbandierare una ‘varietà’ identitaria interna al partito contribuisce allo sdoganamento di quest’ultimo. L’esistenza d’una volontà di rendere pubblica l’omosessualità di uno dei gerarchi non è del tutto infondata. Lo stesso Philippot avrebbe potuto desiderare incarnare l’uomo del cambiamento, il ‘gay dichiarato’ al vertice del Front National. Per guadagnarsi una fetta di elettorato certamente, ma anche forse per contrastare la corrente omofobica interna al partito. La seconda ipotesi verrebbe la stessa Marine Le Pen ad aver incoraggiato Philippot a rendere nota la sua omosessualità. Le voci sull’omosessualità di Philippot erano già conosciute all’interno del FN, chiediamoci allora perché le fotografie col suo compagno siano comparse soltanto ad inizio Dicembre 2014, a poche settimane di distanza dalle elezioni interne al partito che hanno premiato in popolarità la giovane Marion, a scapito di Steeve Briois (altro gay outato da un libro), Louis Aliot e Florian Philippot. Pare che dietro la facciata, fra Marine Le Pen e la nipote non corra buon sangue, e forse, un alleato solido come Philippot avrebbe guadagnato più consensi da un elettorato esterno.

In questo caso, è legittimo domandarsi perché non abbia fatto coming out. Quale gesto, infatti, avrebbe fatto sembrare il gerarca più aperto e gay friendly ? In un altro partito, le cose sarebbero andate così: un membro influente avrebbe dichiarato la propria omosessualità dopo un episodio omofobico, erigendosi a salvatore della patria. Ma il Front National si fa da sempre garante dell’unità nazionale e aguerrito nemico dei comunitarismi. Il coming out sarebbe apparso come un gesto di solidarietà con la comunità omosessuale, quindi una mossa comunitarista. Per di più, le accuse di lobby gay all’interno del partito erano già presenti in eccesso. È possibile che Marine Le Pen abbia voluto evitare ulteriori critiche senza rinunciare ai benefici di aver un altro gerarca, gay dichiarato pubblicamente, ad accreditare il branding dalla fiamma tricolore. In altre parole, la Francia non è l’Italia. Se da noi questo tipo di pratica avrebbe posto fine a qualche promettente carriera negli ambienti ultra conservatori, oltralpe, dove la laicità è norma ed il mito della Francia Resistente sacro, i passi a ritroso devono essere più subdoli e contorti per arrivare ai propri fini. Possibile perfino, che la causa avviata da Philippot contro Closer sia una protesta di superficie.

È significativo che ad avere prestato 9 milioni di euro al FN siano state le banche russe, le stesse che finanziano Russia Unita, il partito di Vladimir Putin. Si mormora che le stesse banche approvvigionino in denari Alba Dorata, Jokkib, Attack e l’Ukip. Il Front National accoglie i membri di Russia Unita che tengono pubblicamente discorsi razzisti ed omofobici sul territorio francese : così l’attuale governo russo, grande persecutore delle minoranze etniche e sessuali (a nome dell’identità nazionale) riesce a penetrare nell’arena politica dei paesi europei. Oltre a legarsi ad un autorità politica moralmente discutibile, il Front National, con un incoerenza valoriale difficilmente spiegabile, si dichiara partito nazionalista pur fornendo la porta d’accesso alla politica francese ad una nazione estera.

L’omosessualità di Philippot, strumentalizzata o meno, lascia perplessi. Dichiararsi cittadini francesi prima ancora che omosessuali o gay è una scelta. Fare carriera in un partito alleato con una nazione in cui l’omofobia è legge è incoscienza. 

Elisabeth A. Beretta

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