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Omofobia Lido Azzurro: boicottaggio o contaminazione?

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lido azzurroSi può essere buttati fuori da un esercizio pubblico, un locale, un negozio o un lido, per essersi scambiati qualche effusione di quelle che vediamo quotidianamente ogni giorno ad ogni angolo di strada? La risposta è si. Come mai? beh il problema sorge se a scambiarsi delle tenerezze sono due ragazzi o due ragazzi, come nel caso denunciato sulla pagina LGBT news Italia .

Abbiamo contattato N.Z e  C.B, protagoniste della vicenda, che ci chiedono riservatezza. Quello che emerge dal loro racconto è il caso di un gesto d’affetto pagato con l’espulsione da un esercizio pubblico. In buona sostanza cittadini trattati da delinquenti per aver fatto quello che altri possono fare tranquillamente, scambiarsi qualche effusione in pubblico. La radice più profonda dell’omofobia è proprio questa, non qualcosa o qualcuno che ti ferisce in modo violento, bensì, prima ancora, una legge non scritta che ti impedisci di essere, di fare, di vivere in libertà come gli altri. Il punto è che questa radice ha un nome ben preciso, che non si chiama odio (il suo principale prodotto), bensì ignoranza.

I titolari dello stabilimento non ci stanno e respingono le accuse di omofobia al mittente sulla loro pagina di facebook dicendo che “il nostro personale è intervenuto, su segnalazione di altri clienti dello stabilimento, per far rispettare esattamente gli stessi criteri di comportamento pubblico che pretendiamo da qualsiasi coppia eterosessuale”

Provate per un attimo a pensare se le due ragazze possano mai avere avuto un qualche motivo ad inventarsi o anche solo ad esagerare qualcosa. Anzi, la denuncia è un peso gravoso, del quale va reso loro merito.

Quindi è chiarissimo che personale e dirigenza del lido, non si rendono conto.

A questo proposito, è bene ricordare che è l’ignoranza a produrre l’odio e non viceversa. E’ nel mezzo c’è sicuramente l’incomprensione, nel senso più ampio del termine.  Un caso da boicottaggio, quindi? non proprio.  Il boicottaggio è una forma di scontro muro contro muro contro un soggetto, uno Stato, un ente, un’azienda, un gruppo organizzato che programma, pianifica e sceglie consapevolmente una strategia omofoba. Il caso della Russia di Putin o di Barilla in Italia, che dopo il #boicottabarilla ha anche cambiato direzione. Nel caso del Lido Azzurro di Catania si è trattato di enorme ignoranza e di totale impreparazione nell’affrontare la questione sia da parte della sicurezza, sia da parte della titolare, che alle rimostranze delle due ragazze aveva inizialmente risposto di non saperne nulla e ha fatto finta di niente. Non c’è una scelta o una pianificazione, ci sono delle persone che sono cascate sostanzialmente dalle nuvole.

E’ probabilmente la prima volta che due ragazze, coraggiosamente, protestano per un motivo del genere, o quanto meno che la questione giunge agli onori della cronaca. Per queste ragioni questo è un caso in cui bisogna “contaminare”: quante persone ci saranno al lido azzurro potenzialmente frienfly, che le quali le effusioni di una coppia dello stesso sesso si scambi effusioni non avrebbero problemi? Vale la pena partire subito con l’artiglieria pesante, dando adito magari a chi pensa “ma quanto sono esagerati”, oppure provare a portare le persone dalla nostra parte?

Se i titolari dovessero esprimersi ufficialmente sulla questione dicendo, un pò alla Guido Barilla, “il nostro è un lido solo per famiglie tradizionali” o “questi comportamenti non li vogliamo”, allora non ci sono dubbi, boicottaggio sia, perchè la barriera viene creata dagli altri. Ne comunicato del Lido Azzurro, invece, i titolari affermano addirittura di essere aperti a tutti, rilanciando una loro iniziativa che si presuppone gayfriendly. Evidentemente nessuno era ancora andato a tastare quanto fosse realmente friendly lo stabilimento.

Non bisogna quindi essere i primi a proclamare muri e  fare barricate. Ricordiamoci che la nostra visibilità, la nostra spontaneità, la nostra semplicità, il nostro esserci, sono le armi più potenti che abbiamo. E che molte volte, più di tante parole, basta una semplice testimonianza per far partire il meccanismo della comprensione.

La migliore soluzione, stando così le cose, è andare al Lido Azzurro, e in tutti i luoghi dove si verificheranno simili episodi, organizzandosi in buon numero, coppie dello stesso sesso e di sesso diverso,  e tenere lo stesso comportamento e le medesime effusioni. Pretendere e “prendersi”  lo stesso rispetto che spetta a tutti, nella maniera più semplice che esista. E, a qualunque obiezione, essere pronti a spiegare semplicemente che non si può essere cacciati, fin quando ci sarà una sola “coppia etero” che può fare le stesse cose.

In caso di ulteriore resistenza della struttura, a fronte di una ferma volontà di un gruppo nel rivendicare il proprio diritto di rimanere in un esercizio pubblico, le cose a quel punto cambierebbero. Non sarebbe più la prima volta.

Rosario Coco

Presidente Gaynet Roma

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