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OSTIA: STUDENTI SMENTISCONO SU PROF. OMOFOBO, LA CONSIGLIERA: “DARE VOCE A TUTTI”.

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SCUOLA: STUDENTI IN STRADA A OSTIA, NO A POLITICA AUSTERITY

Pioggia di reazioni sul caso di presunta omofobia a Ostia denunciato sull’edizione locale del Messaggero dalla consigliera del Cristina Alunni, su cui Gaynet ha pubblicato due approfondimenti (1 – intervista a Cristina Alunni 2 – commento sulle dichiarazini dalla Preside a mezzo stampa). Diversi studenti e studentesse del Liceo Anco Marzio di Ostia hanno sostenuto la sostanziale innocenza del loro Professore, postando diversi commenti sul nostro sito (reperibili integralmente in calce ai due post pubblicati sulla vicenda).

Scrive Giorgia: “Sono un’alunna del professore Antiochia, e sento la necessità di smentire totalmente ciò che è stato riportato in questa intervista. il professore è un uomo dal grandissimo spessore morale, con un’ampiezza di vedute tale da impedirgli commenti simili[…]”
Schermata 2013-11-04 a 14.45.57

Quindi Virginia: “[…]Antiochia è il mio professore, persona aperta e brillante. Troppe volte, in classe, sono nati dibattiti con il professore che ama il dialogo e ama imparare dai ragazzi. Bisogna contestualizzare una frase detta durante un intero percorso[…].”

Schermata 2013-11-04 a 14.52.26

Jessica: “[…]Seguo sempre le lezioni di religione e non mi risulta che il professore abbia mai detto certe cose (almeno nella nostra classe ) o mostrato atteggiamenti omofobi.. oltretutto il professore qualche anno fa prese anche dei provvedimenti contro un gruppo di ragazzi che attaccavano un ragazzo omosessuale! Mi dispiace dirlo ma credo che questo articolo si fondi su testimonianze di persone che criticano il professore e le sue lezioni senza seguire veramente un discorso ma cogliendo solo dei frammenti che interpretano poi di conseguenza in modo scorretto e mi stupisco di come questo articolo possa essere superficiale!”
Schermata 2013-11-04 a 14.50.00

Ancora Giada:
“[…]quello stralcio di appunti riportati sono stati alterati, perché li avevo anche io e avevano un continuo molto più umano e “sano”, sicuramente non omofobo[…].”
Schermata 2013-11-04 a 15.10.53

Aggiunge infine  Davide: “[…]ho seguito TUTTE le sue lezioni, nonostante non mi reputi un cristiano in senso stretto. Innanzitutto voglio premettere che con il professore ho avuto anche un rapporto umano, una stima presumo reciproca dovuta a interessi “intellettuali” in comune, e se posso dirlo anche una certa amicizia. La persona non si può discutere, e penso che tra i migliaia di allievi che ha avuto non ce ne sia uno che non gli voglia bene. Il problema, però, è che le cose riportare nell’articolo lui le pensa veramente, e le dice senza problemi. Capisco che a chi è esonerato, o a chi durante l’ora di Religione pensa a copiare le versioni di greco, queste esternazioni siano sfuggite. Ma l’idea che l’omosessualità sia una deviazione, e che un presunto trattamento psicologico possa essere “risanata”, lui l’ha sempre e candidamente espressa[…].”
Schermata 2013-11-04 a 14.47.30

La consigliera Alunni,  date le reazioni suscitate dalle proprie dichiarazioni, ha dichiarato direttamente a Gaynet quanto segue:

“Non è mai stata mia intenzione muovere accuse fini a se stesse verso il professore e la scuola. Le frasi riportate, sono risultate in parte fraintese dal ragazzo, e, a quanto confermato da altri studenti, il percorso della lezione prevedeva il raffronto tra diverse posizioni sull’omosessualità. Tuttavia, avevo ritenuto opportuno segnalare il caso per dar voce anche a chi (portatore di una particolare sensibilità)potesse sentirsi violato su un tema così delicato, visto il recente e sempre più grave manifestarsi di un serio problema di mancanza di ascolto e di solitudine di certi ragazzi. La segnalazione di un caso simile, lungi dal voler mettere sotto processo docenti o istituti, ha lo scopo di porre un problema specifico, anche al fine di aprire un costruttivo dibattito, che riguarda il modo in cui vengono trattati i temi relativi all’omosessualità dal punto di vista didattico e che va certamente affrontato in maniera razionale e sistematica. Cionostante, ne è risultata purtroppo una messa alla sbarra di un docente preparato e disponibile, e ciò non era nelle mie intenzioni. Mi scuso quindi con il professore e con l’intera scuola e mi impegno a proseguire un dialogo a 360° con studenti, associazioni, ed istituti scolastici per affrontare al meglio questa complessa ed articolata tematica”

Per quanto riguarda Gaynet, ci appare sostanzialmente scontata la buona fede degli studenti e delle studentesse e speriamo che la persona che ha direttamente posto la questione alla consigliera consegnando gli appunti, che sceglie per il momento di rimanere nell’anonimato, si faccia avanti e spieghi le proprie ragioni, in modo che questa vicenda possa generare comprensione reciproca e avanzamento del dibattito.

Il nostro obiettivo, in linea con la strategia nazionale UNAR di contrasto alle discriminazioni LGBT, alla quale Gaynet partecipa come Associazione riconosciuta dal Ministero delle Pari Opportunità, è quello di migliorare la comprensione e l’informazione sulle tematiche LGBT. E’ chiaro che per raggiungere questo obiettivo non servono processi e accuse fini a sè stesse. Bisogna realizzare una proposta chiara da sottoporre al Ministero affinchè emani delle precise direttive a riguardo, in modo da prevenire, in ogni dove, la diffusione di tesi scientificamente infondate e lesive dei diritti umnani, promuovendo altresì un miglioramento sostanziale della maniera in cui i temi della sessualità, dell’affettività e dei diritti civili vengono affrontati in ambito didattico.

Spesso, come purtroppo abbiamo visto, le parole sono proiettili, e il punto in questione è il seguente: anche se fosse una sola persona su cento a sentirsi colpita da determinate dichiarazioni, possiamo lasciarla sola?
E’ un problema che riguarda le linee generali della didattica, non solo della Religione cattolica, che va affrontato in maniera adeguata.

Ringraziamo quindi gli studenti e le studentesse del Liceo Anco Marzio che ci hanno permesso di approfondire al meglio la vicenda, in particolare Nicholas Pietrosanti, ex rappresentante di Istituto, che ci ha contattato raccontandoci il dibattito interno che si era creato.
Gaynet proseguirà il suo lavoro nell’ambito dell’Asse I e IV del programma UNAR, al fine di elaborare una proposta concreta al Ministero.

Rosario Coco

Portavoce Gaynet Roma

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