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Politica Scienze e Psicologia

Quelle famiglie che Casini vuole ancora fuori legge

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Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, ospite del video-confronto di “Repubblica”, continua la sua crociata contro le famiglie omogenitoriali. Lo fa con usando un linguaggio vecchio, sbagliato, anacronistico e lo fa con dichiarazioni che sembrano uscire da tutt’altra epoca rispetto alla nostra:
“Se omologhiamo una coppia omosessuale a una famiglia e le consentiamo di sposarsi come fa una coppia formata da un uomo e una donna, la conseguenza logica e’ che gli si consenta di adottare un figlio. Questo a mio avviso e’ un problema enorme, non sarebbe un avanzamento ma un arretramento. Tra il diritto alla paternita’ o alla maternita’ di due omosessuali e il diritto di un minore di avere una sfera di affettivita’ normale, ovvero avere una madre e un padre, privilegio il diritto del minore”.
Il tentativo di far fare macchina indietro al tempo del leader dell’UDC fa probabilmente parte della tattica propagandistica del maggiore sponsor del partito, la Chiesa Cattolica, che da tempo cerca di riportarci ai tempi di Torquemada. Non è mistero quanto l’UDC sia vicina alla chiesa e viceversa, Pierferdinando Casini è così vicino al Vaticano d’essere riuscito a vedere il suo secondo matrimonio annullato dalla Sacra Rota, quindi libero di sposare la sua terza moglie, con la quale conviveva e dalla quale, in pieno rigore morale, ha avuto persino una figlia. Coerenza, insomma. Ma non è di questo che vogliamo parlare quanto alla realtà dei fatti che da sola si può opporre a questo tentativo di propaganda spcciola.
Ha ragione Casini, il diritto del minore va privilegiato. Sempre. La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, firmata a New York il 20 novembre 1989, e in vigore in 190 Stati (quasi tutti quindi), afferma che “ in tutte le decisioni relative ai fanciulli, di competenza delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, dei tribunali, delle autorità amministrative o degli organi legislativi, l’interesse superiore del fanciullo deve avere una considerazione perminente”.

Tuttavia grazie a questo principio non si può legittimare il richiamo a specifici modelli familiari o pedagogico-educativi ritenuti i soli confacenti alla promozione di tale medesimo interesse. Privare un’intera categoria di cittadini della prospettiva di diventare o del loro diritto a continuare ad essere genitori unicamente sulla base del loro orientamento sessuale è una forma di discriminazione. Può sembrare banale dirlo ma le parole sono importanti e vanno recuperate. Ci si chiede perché nella società italiana, i genitori eterosessuali sono considerati prima di tutto genitori mentre quelli omosessuali sono considerati prima di tutto omosessuali? Non esiste alcuna ragione per la quale un bambino non dovrebbe vedere o vivere con il suo genitore, ancorché questo sia omosessuale dichiarato o viva a sua volta con un partner. Vi sono al riguardo diversi studi condotti a livello nazionale negli Stati Uniti, in Canada e in Australia, i cui risultati sono stati fatti propri dalle massime autorità di questi paesi in materia di psichiatria e psicologia. Questi studi, che hanno analizzato un campione di famiglie omogenitoriali nell’arco di venti anni- si consideri che il cosiddetto lesbian baby- boom è iniziato negli anni ottanta con la diffusione delle tecniche di fecondazione assistita- hanno decisamente concluso nel senso che segue:

“bambini cresciuti da genitori dello stesso sesso si sviluppano come quelli allevati da genitori eterosessuali. Più di 25 anni di ricerche documentano che non c’è una relazione tra l’orientamento sessuale dei genitori e qualsiasi tipo di misura dell’adattamento emotivo, psicosociale e comportamentale del bambino. Questi dati dimostrano che un bambino che cresce in una famiglia con uno o due genitori gay non corre alcun rischio specifico. Adulti coscienziosi e capaci di fornire cure, che siano uomini o donne, eterosessuali o omosessuali, possono essere ottimi genitori.”( J.G. Pawelski, E.C. Perrin, J.M. Foy, “The Effect of Marriage, Civil Union, and Domestic Partership Laws on the Health and Well-Begin of Children”, in Pediatrics, 2006, vol. CXVIII, p. 349)

I discorsi omofobi di Casini e compagnia sono fuori tempo massimo. Ci dovrebbe dire qualcosa la richiesta del diritto di “essere famiglia” alle coppie gay che viene dalla Corte di Cassazione e dal Parlamento Europeo. Una risorsa importante e una crescita complessiva della nostra coscienza che non dovremmo ignorare. Per questo sembra quanto mai riduttivo, fuori tempo,volerci inchiodare, come tenta di fare Casini, a una battaglia pro o contro l’omogenitorialità, considerando che le famiglia omogenitoriali italiane sono circa 100mila oggi. Questa continua guerra fra bande, tra contrari e favorevoli, non trova più spazio nella gerarchia delle cose reali. Le parole di Casini appartengono ad un’epoca ormai alle nostre spalle, ma per la quale molti uomini e donne della politica provano una irresistibile nostalgia. Rivelano con imbarazzo la loro arretratezza culturale, la loro incapacità di affrontare i problemi del paese tenendo conto e rispettando quei valori di libertà che, tipici delle moderne società occidentali, ci appaiono ormai irrinunciabili. C’è da chiedersi in quali altri campi andrebbe a esercitarsi la stessa arretratezza culturale, lo stesso spirito antimoderno che oggi si rivolge contro gli omosessuali e i loro diritti, il giorno in cui certe coalizioni politiche (Monti, Fini, Casini) avessero la prevalenza nel nostro paese. Bisogna chiederselo con legittima preoccupazione. I prossimi cinque anni dipendono dai prossimi cinque giorni, Casini con le sue dichiarazioni occupa una posizione abbastanza coperta della politica italiana, in questo clima di elezioni ai candidati vanno richiesti precisi impegni su queste materie. Uomini e donne che, senza nuocere agli altri, vogliano ampliare i propri spazi di libertà (vivere con chi preferiscono, ricorrere alla “provetta” per avere figli o adottarli) hanno il diritto di sapere chi ne rispetterà le scelte e chi invece vorrà imporre loro, dall’alto, regole e comportamenti.

Simone Alliva, Gaynet.

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