Il percorso di affermazione di genere
Per affermazione di genere si intende il percorso attraverso il quale una persona afferma la propria identità di genere, che può non corrispondere al sesso assegnato alla nascita. Parliamo quindi di persone AMAB e AFAB, cioè assegnate maschio alla nascita o assegnate femmina alla nascita. L’affermazione di genere riguarda anche le persone non binarie e tutte le persone che si comportano in modo diverso dalle aspettative sociali legate al genere (varianza di genere). In riferimento all’infanzia, si parla anche di bambin* di genere creativo. L’affermazione di genere non è una scelta, ma un percorso interiore che porta ad abbracciare la propria identità. È bene ricordare che tutti i percorsi sono diversi tra loro.
Con l’approvazione di ICD-11 da parte dell’OMS, nel 2019 (International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems), l’espressione “affermazione di genere” sostituisce “transizione”, in coerenza con il concetto di “incongruenza di genere” e con il percorso di depatologizzazione. Allo stesso modo, anche il manuale di riferimento della Psichiatria (DSM), ha aggiornato la propria terminologia.
Il manuale DSM-5-TR (2023) mantiene la dicitura “disforia di genere”, che in alcuni casi è necessaria per l’accesso ad alcuni farmaci. Come spiegato prima, infatti, i farmaci non servono solo quando si ha una malattia. Anche la terminologia del DSM, comunque, è stata adattata al linguaggio attuale, ad esempio, “genere assegnato alla nascita” anziché “genere di nascita” e “trattamento di affermazione del genere” anziché “riassegnazione di genere” (American Psychiatric Association, 2022).
In generale, per riferirsi alle persone transgender e non binarie è opportuno fare riferimento a ICD-11. Come si legge nelle linee guida WPATH, infatti (WPATH S59):
La classificazione ICD-11 di incongruenza di genere può cogliere meglio la pienezza delle esperienze di diversità di genere e dei relativi bisogni clinici di genere.
Aspetti generali dell’affermazione di genere
L’affermazione di genere può comprendere diversi aspetti a seconda delle necessità individuali. Sul piano sociale, una persona può decidere di adottare un nome e pronomi coerenti con la propria identità di genere, modificare il proprio modo di vestire o il proprio aspetto per allinearsi alla percezione che ha di sé. A livello medico, il percorso può includere, ma non necessariamente, trattamenti sanitari, dalle terapie ormonali agli interventi chirurgici. Si tratta di una trasformazione complessiva del corpo ogni persona affronta in modo diverso.
L’affermazione di genere come concetto sociale
L’ affermazione sociale di genere, cioè il processo di socializzazione al di fuori del contesto familiare, riguarda in particola modo i periodi dell’infanzia e dell’adolescenza e non presuppone interventi medico-sanitari. Il cambio di nome, la scelta di utilizzare un pronome diverso da quello usato fino a quel momento e di vestirsi o, in generale, di presentarsi alle altre persone secondo il genere sentito – e quindi non più secondo quello assegnato alla nascita – sono gli aspetti più comuni che definiscono questo processo che, va ricordato, è assolutamente reversibile e fino alla fase prepuberale non presuppone un’implicazione medica.
Per approfondire vedi la guida di Genderlens
Affermare la propria identità di genere non è una scelta, è una necessità
Si parla spesso di ‘scelte di vita’ in modo improprio: no, non si sceglie la propria identità di genere. Si sceglie semmai se abbracciarla o nasconderla, e questo è dovuto alla pressione sociale e alle aspettative sociali legate al genere. Il percorso di affermazione di genere, diverso per ogni persona, è un percorso in cui si afferma il genere percepito, ciò che si è veramente. Alcune persone, ad esempio persone non binarie o di genere fluido, possono attraversare periodi in cui si riconoscono in generi diversi. Anche in questo caso non è una scelta, è la loro identità. A chi parla di scelta andrebbe chiesto: “quando hai scelto di essere cisgender, ciò di percepire un’identità in linea con il genere assegnato alla nascita?”. Oppure: “perché mai si dovrebbe scegliere di essere trans, vista la stigmatizzazione sociale ancora esistente?”. Le persone transgender e non binarie (trans*) sono sempre esistite. L’unica differenza è che da qualche decennio sono più visibili