La risposta è no.

Bisognerebbe domandarsi: ci sono persone che hanno scelto di essere eterosessuali? 

Spesso si parla di “scelte di vita” o “stili di vita” in modo improprio. L’unica scelta possibile è quella di vivere apertamente o meno il proprio orientamento sessuale o, nel caso delle persone trans e non binarie, la propria identità di genere, una decisione spesso condizionata dai pregiudizi e dalle aspettative sociali.

In molti contesti sociali, le persone omosessuali e bisessuali semplicemente non sono ancora oggi “previste”. 

La scelta difficile è la visibilità

Basti pensare che secondo i dati dell’Unione Europea (FRA – European Union Agency for Fundamental Rights) il 62% delle persone LGBTI, evita di tenere per mano la persona amata in pubblico.

L’omosessualità, come confermato nel 1990 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è “una variabile naturale del comportamento umano”.

Nel 2019, inoltre, La stessa OMS ha affermato definitivamente che le persone trans e non binarie non hanno una patologia mentale, ma semplicemente una condizione associata alla salute sessuale denominata “incongruenza di genere”. Il termine “disforia di genere”, utilizzato in precedenza, è rimasto in uso solo in ambito psichiatrico per l’accesso ad alcuni trattamenti resi necessari dal minority stress e dalla pressione sociale alla quale le persone trans sono spesso sottoposte. 

Soltanto alcune tra le persone transgender presentano queste caratteristiche nella loro vita (Infotrans.it).