Molte persone assumono farmaci anche senza avere propriamente una malattia.

Ci si chiede a volte perché ad alcune persone trans servono dei farmaci, ad esempio la terapia ormonale, anche se non hanno alcuna patologia. La classificazione dell’OMS (International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems – ICD-11) include diverse situazioni in cui non c’è una patologia da “curare”, nel senso di “reprimere”, ma nelle quali i farmaci possono invece facilitare un processo naturale: rafforzare i capelli, ridurre il dolore, indurre il parto, trattare la menopausa.

Nel caso di alcune persone transgender (non tutte), i farmaci supportano in modo importante il processo di affermazione del genere percepito, riducendo in modo significativo il rischio di ansia, depressione e suicidi, che può essere dovuto alla pressione sociale, al pregiudizio e alla discriminazione.

Corpi sbagliati? no, persone che cambiano

Si sente ancora dire che le persone transgender sono nate in un “corpo sbagliato”. Questa narrazione è tossica e fuorviante: fa sentire le persone trans e non binarie “sbagliate” e “inadeguate” rispetto a stereotipi di genere che colpiscono ogni individuo, comprese le persone cisgender.

Non esistono corpi sbagliati, ma persone che cambiano, evolvono, trasformano la propria fisicità in modi diversi, proprio come accade a chiunque. Non sono i corpi ad essere sbagliati, ma i contesti sociali che escludono le persone transgender e non binarie in nome di una presunta “normalità”, imposta dal binarismo di genere e dall’idea di una precisa gerarchia uomo-donna.

I corpi delle persone transgender e non binarie sono giusti. Sono validi. Nessuna persona dovrebbe giudicare il corpo altrui. L’unica cosa che conta è che il proprio corpo piaccia a chi lo abita e lo vive. Per altri falsi miti sulle persone trans consulta infotrans.it