Termine ombrello

Possiamo intendere la varianza di genere come un termine ombrello che raggruppa tutte le identità e le espressioni di genere che non corrispondono alle aspettative sociali. Una persona con varianza di genere si esprime in comportamenti e atteggiamenti che non ci aspettiamo rispetto alle idee più convenzionali di “maschile” e “femminile” e non riguardano necessariamente l’ambito dell’identità. 

Una persona transgender o non binaria presenta invece una identificazione costante e persistente con un genere che non corrisponde al sesso assegnato alla nascita. 

In riferimento all’adolescenza, la comunità scientifica parla di adolescenti TGD, transgender e gender variant (con varianza di genere) a seconda dei differenti percorsi. 

Le linee guida WPATH a proposito di Varianza di genere

In riferimento alla varienza di genere nell’infanzia, le Linee Guida WPATH SOC 8 – The World Professional Association for Transgender Health, affermano che (S67):

 

  • La diversità di genere nell’infanzia è un aspetto ordinario dello sviluppo umano generale. 
  • La diversità di genere nell’infanzia non è una patologia né un disturbo mentale.
  • Non si può sempre presumere che le diverse espressioni di genere nei bambini riflettano un’identità transgender o un’incongruenza di genere. 
  • Il supporto delle figure professionali della salute mentale con esperienza nell’assistenza di genere nell’infanzia può essere utile per sostenere un adattamento positivo e il discernimento dei bisogni legati al genere nel tempo.
  • Le “terapie di conversione” per la diversità di genere nei bambini – qualsiasi tentativo “terapeutico” di costringere un bambino con diversità di genere attraverso parole, azioni o entrambi a identificarsi o comportarsi in conformità al sesso assegnato di nascita nascita – sono dannose e ne ripudiamo l’uso.

I trattamenti per sospendere la pubertà

In alcuni casi, a partire dalla pubertà (stadio 2 su 5 della scala Tanner) per adolescenti TGD è possibile somministrare la triptorelina, un farmaco che sospende la pubertà, dall’effetto pienamente reversibile, già utilizzato da oltre 40 anni per la pubertà precoce. Secondo quanto affermato di recente da 12 società scientifiche italiane*, si tratta di un farmaco che può ridurre del 70% il rischio di suicidio nella popolazione transgender e gender variant. 

Come affermato da SIGIS (Società Italiana Genere, Identità e Salute) e ONIG (Osservatorio Nazionale Identità di Genere) lo scorso 6 aprile 2024 a Roma, durante il convegno “Distort”: 

L’uso della triptorelina è indicato proprio in quei casi in cui è significativo il rischio per la salute psicofisica dell’adolescente. D’altra parte questo farmaco è testato da 40 anni per la pubertà precoce. Alcuni Paesi europei stanno rivedendo i protocolli sulla triptorelina, non per vietarla, ma per promuovere nuovi studi e migliorare le conoscenze scientifiche per sostenere i minori trans e non binary nel proprio percorso contro la discriminazione e il minority stress, che causano un elevatissimo tasso di suicidi.

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*Associazione Culturale Pediatri (ACP), Associazione Italiana della Tiroide (AIT), Associazione Medici Endocrinologi (AME), Osservatorio Italiano di Identità di Genere (ONIG), Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS) Società Italiana di Diabetologia (SID), Società Italiana di Endocrinologia (SIE), Società Italiana di Pediatria Endocrinologia e Diabetologia (SIEDP), Società Italiana Genere identità e Salute (SIGIS),

Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (SIMA), Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA-sezione di Psichiatria) Società Italiana di Pediatria Preventiva e Socia.